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Diritto di critica | October 17, 2019

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Un drone USA uccide il vicereggente di al Qaeda. Oggi l'assassinio dell'ambasciatore statunitense in Libia

Un drone USA uccide il vicereggente di al Qaeda. Oggi l’assassinio dell’ambasciatore statunitense in Libia

Ucciso in Yemen Saeed Al-Shihri, il numero due di Al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP). La notizia è stata rilasciata da membri del Governo di Sanaa e potrebbe essere alla base dell’omicidio dell’ambasciatore americano in Libia, avvenuta questa mattina, in cui sono morti anche un funzionario e due marines. L’attacco ha avuto luogo nella provincia di Hadramawt, remota zona nella parte orientale del paese e, secondo fonti dell’esercito yemenita, sarebbe stato portato a termine da un drone statunitense. Assieme ad Al-Shihri sarebbero stati uccisi almeno altri cinque terroristi, alcuni dei quali di cittadinanza irachena e saudita.

Saeed al-Shihri, anch’egli di nazionalità saudita, venne arrestato nel 2001 al confine tra Afghanistan e Pakistan mentre era a bordo di una jeep assieme a due connazionali: un dipendente della Mezza Luna Rossa e un membro dell’ambasciata saudita in Pakistan; venne successivamente trasferito nel carcere di Guantanamo dove vi rimase per quasi sei anni prima di essere rilasciato e rimpatriato in Arabia Saudita dove fu sottoposto a un programma di riabilitazione per ex jihadisti. Al termine del programma lasciò l’Arabia Saudita e si recò in Yemen dove, secondo diverse fonti, venne coinvolto in numerose attività terroristiche tra cui diversi sequestri e omicidi di cittadini stranieri, inclusi alcuni missionari cristiani.

Saeed al-Shihri è solo l’ultimo di una lunga lista di personaggi legati ad Al-Qaeda bersagliati in Yemen dai droni USA: tra i più noti Anwar Al-Awlaki, leader religioso con doppia cittadinanza americana e yemenita che venne ucciso il 30 settembre 2011 e  suo figlio Abdul Rahman Al-Awlaki, ucciso due settimane più tardi.

Il prossimo bersaglio dei droni potrebbe essere Ibrahim Hassan Tali al-Asiri, ritenuto dai servizi segreti statunitensi e britannici il più pericoloso membro di Al-Qaeda in Yemen nonché mandante del tentato omicidio del capo della sicurezza del governo saudita, il principe Mohammed Bin Nayef Bin Abdul Aziz Al Saud. La risposta di Al-Qaeda non si è però fatta attendere e nella mattinata di martedì a Sanaa è esplosa un’autobomba nei pressi dell’ufficio del ministro della difesa yemenita Mohammed Nasser Ahmad, che però è uscito illeso dall’attentato. Hakim al-Masmari, redattore capo dello Yemen Post ha dichiarato che il ministro sarebbe stato bersagliato in quanto promotore di una vera e propria guerra al terrorismo. Di questa mattina, invece, la notizia della strage a Bengasi – dopo una battaglia durata tre ore – in cui hanno perso la vita l’ambasciatore statunitense in Libia, un funzionario e due marines.

Nello Yemen è da tempo in atto un violento conflitto tra le forze governative e i militanti di Al-Qaeda nella Penisola Arabica, che utilizzano diverse zone del paese sotto scarso controllo governativo come nascondiglio da dove pianificare attacchi nei confronti di cittadini stranieri ed esercito yemenita.