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Diritto di critica | September 23, 2020

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Da Grillo a Di Pietro, verso un’altra Lega?

di Alessandro Conte

Le grosse compagini sono impelagate nelle discussioni per la leadership ma nel magma dell’offerta politica per la prossima tornata elettorale avanzano i cosiddetti “non allineati”, coloro che cavalcano il malcontento popolare verso l’esecutivo e i grandi partiti.

Lo status quo. Il ciclone Renzi ha di fatto aperto i giochi politici all’interno del Partito Democratico, Casini resiste al centro ed è quel che resta del Terzo Polo, nel Pdl domina un silenzio che lascia presagire un riassetto dei ranghi che aspettano di conoscere la loro guida. Nel frattempo il governo Monti continua il suo lavoro proseguendo sull’altalena spinta ora dal vento dei mercati ora dalle dichiarazioni di chi, convintamente o sommessamente, lo sostiene. Ma l’orecchio del premier e dell’esecutivo è sempre attento al clima teso e insofferente che si respira nel nostro Paese. Clima che oggi sembra aver trovato il suo meteorologo politico nel cosiddetto movimento dei “non allineati”, coloro cioè che si dimostrano nettamente contrarie alle politiche economiche del governo, alle logiche politiche che lo sostengono e al giogo asfissiante con cui le Borse tengono sotto scacco l’Italia.

La nuova Lega? Già nei giorni scorsi avevamo anticipato quello che nelle ultime ore si sta manifestando: la presa di coscienza che il malcontento popolare può essere compattato politicamente da chi sconfessa Monti e la “strana maggioranza” che lo tiene in vita. Antonio Di Pietro e Beppe Grillo rappresentano lo sfogo naturale, sia a livello politico che soprattutto emotivo, di quella grossa fetta di Italia delusa e inviperita. I presupposti e i toni ci sono tutti e sembrano ripercorrere la nascita nei primi anni ’90 della Lega Nord. I numeri, del resto, testimoniano come questa parte di Italia dissidente si stia sempre più orientando a dare il loro appoggio verso la cosiddetta “antipolitica”. E proprio il sito dell’Italia dei Valori ha ripreso un sondaggio lanciato ieri dal Fatto Quotidiano per misurare il consenso popolare verso una coalizione che unisca sotto il suo scudo IdV, MoVimento 5 Stelle e tutte le forze politiche “non allineate”. Circa il 75% delle risposte ha dato parere positivo a questa ipotesi, vista come l’unica possibilità di cambiare le cose. Ma qualcosa, oltre i numeri, pare si stia davvero muovendo nel concreto.

Grillo-Di Pietro, un feeling che cresce. In un’intervista rilasciata al quotidiano di Padellaro Antonio Di Pietro va in soccorso e tende una mano a Beppe Grillo, nelle ultime settimane impegnato a spegnere le polemiche dentro e attorno al suo movimento. «Non intendo tirare in alcun modo la giacchetta al Movimento 5 Stelle – ha affermato il leader dell’Idv –  ma «se stai da solo questi ti fregano, paradossalmente il voto di mera protesta toglie la possibilità di alternativa». E rivolto a Grillo sottolinea: «Attenzione, di sola protesta si muore, bisogna costruire un’alternativa e avere il senso di responsabilità per mettere insieme tutte le forze che possono trovarsi intorno a un programma». Gli fa eco Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista: «Sono d’accordo con Di Pietro sul fatto che è necessario costruire una coalizione formata da tutte le forze politiche di centrosinistra contrarie alla politica del Governo Monti». Ma Ferrero va oltre e pone già le basi dell’accordo politico: «La nuova coalizione che dovrà presentarsi alle prossime elezioni con l’obiettivo di governare il Paese deve prendere le mosse dallo schieramento referendario. In questo senso se Grillo è d’accordo sui quesiti referendari lo dica, si faccia avanti e ci aiuti a raccogliere firme».

Il fronte distorto. I “non allineati” cercano quindi di coagulare consenso politico, forti delle robuste colonne di malcontento presenti nella società civile. Ma il rischio che la fantomatica coalizione corre è quello della coperta troppo corta per coprire da capo a piedi l’ipotizzato soggetto politico. Prova ne sia il fatto che ieri Massimo Donadi, intervenuto su Radio24 a La Zanzara ha tirato di sciabola contro il leader del suo partito: «Il nome Di Pietro dal simbolo? Prima lo si toglie meglio è» spiegando come «le scelte di Di Pietro sono state sbagliate e hanno allontanato la prospettiva di un’alleanza di centrosinistra che per me è la cosa più importante. Non puoi mancare di rispetto a quelli con cui vuoi allearti, il Pd». E a chi gli chiedeva chi voterebbe tra Udc e Grillo, Donadi ha risposto: «Certamente Casini – risponde Donadi – perchè si tratta comunque di una forza responsabile. Grillo porterà in Parlamento delle persone per caso, una classe dirigente senza esperienza e competenza politica. È una forza politica totalmente incompetente a governare». I “non allineati”, in definitiva, pare partano già storti ai nastri del via. L’impressione è che solo i grandi partiti potranno dare credito o meno al nuovo soggetto politico se sapranno riconquistare o tenere a distanza i propri elettori delusi.

 

Comments

  1. gabriella

    SAREBBE UNA BUONA COSA AVERE UNA COALIZIONE TRA L’ITALIA DEI VALORI E IL M5S. VINCEREMO LE ELEZIONI.

  2. Io spero Grillo, ma se avessi dovuto scegliere tra il meno peggio avrei appoggiato Di Pietro.

  3. Il movimento 5 stella non si può alleare con nessuno per statuto, o governa da solo o sta all’opposizione.
    Qualora facesse parte dell’opposizione, può solo appoggiare quelle leggi, delibere ecc che rispondono ai requisiti del suo programma politico (esempio banale, installazione di tetti fotovoltaici in strutture statali/regionali/comunali).

  4. SoniaToni

    Casini per Donadi sarebbe una forza responsabile. Responsabile di che? A parte essere in parlamento da 28 anni a spese nostre, cos’altro ha fatto per l’Italia?

  5. Esasperato

    Io sarei d’accordo per M5S e IDV insieme però alla prima magagna o alla prima presa per i fondelli o al primo corrotto, SUBITO fuori dalle balle l’alleanza! Altrimenti facciamo sempre la solita storia del far ridere i polli.

  6. Donadi ha risposto: «Certamente Casini – risponde Donadi – perchè si
    tratta comunque di una forza responsabile. Grillo porterà in Parlamento
    delle persone per caso, una classe dirigente senza esperienza e
    competenza politica. È una forza politica totalmente incompetente a
    governare»

    Certo la classe dirigente esperta e competente in politica ha fatto tante cose buone in questi 10 anni! (naturalmente ironico)

  7. INTIGNATO

    Molti giornalisti supportati dai tentacoli della politica e del potere che la politica esercita sui midia liquidano il fatto che movimenti come quello 5 stelle essendo nuovo e senza esperienze politiche di governo sia una realtà pericolosa!!!!!
    ALLORA IO MI DICO!!!
    Dal caso Penati, Marrazzo, Polverini, Formigoni, Berlusconi, e tantissimi altri coinvolti in scandali, ruberie e mal governo…. abbiamo solo ed esclusivamente prodotto cattivi esempi dalla politica tradizionale e quello che mi stupisce di più è proprio che questi si stupiscano del fatto che la maggioranza della gente e del popolo italiano siano orientati verso la cosi detta ANTIPOLITICA.
    VOGLIO RIVOLGERE UNA DOMANDA A TUTTI …. MA SOPRATUTTO AGLI ADDETTI AI LAVORI!!!
    …. MA VERAMENTE CREDETE CHE L’ITALIANO COMUNE SIA STUPIDO, ORBO E IGNORANTE PER DEFINIZIONE???
    Senza avere preconcetti e fare dichiarazioni da bar …. provate a leggere il programma 5 stelle e poi …. solo dopo averlo letto provate a giudicarlo se lo ritenete come quello della LEGA!!!!