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Diritto di critica | July 12, 2020

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Quando sono i genitori ad andarsene di casa

“Credevo che a 28 anni me ne sarei andato di casa, invece sono i miei genitori a farlo”. Claudio racconta la sua storia al rovescio, specchio di una società che sta cambiando. Se infatti una volta erano i figli, che verso i trent’anni se ne andavano di casa ora è più probabile che siano i genitori a farlo. Quando disoccupazione e precariato precludono qualsiasi possibilità di indipendenza dei giovani mentre i genitori proseguono la loro carriera con relative promozioni e trasferimenti di lavoro tutto è normale che siano loro i primi a lasciare casa.

Io ho un contratto a termine e guadagno troppo poco per permettermi di vivere da solo. Mio fratello, dopo vari contratti a progetto è attualmente disoccupato. Mio padre invece dovrà lavorare ancora per diversi anni prima di andare in pensione e dato il suo ruolo, dovrà trasferirsi in un’altra città per un nuovo incarico” Claudio racconta la sua storia decisamente atipica. Sarà una storia che nel corso degli anni diventerà sempre più frequente descrivendo una realtà lavorativa drammatica. “Gli anni passano ma la situazione sembra rimanga sempre la stessa. Costretti ad essere figli mantenuti a tempo indeterminato. Alla fine vivrò da solo perché saranno i miei ad andarsene”. Nonostante l’indipendenza acquisita, di entusiasmo ce n’è poco. “Un senso di fallimento è inevitabile non avvertirlo, ma poi mi rendo conto che non sono io ad aver sbagliato qualcosa”.

Spazio ai più anziani che continuano con la loro carriera, anche se stanchi e con scarso entusiasmo. A casa i figli. Un quadro della società italiana davvero deludente e poco stimolante che ogni giorno costringe milioni di ragazzi ad andare avanti stringendo i denti e imponendo loro di “reinventarsi”. Così sono proliferati i blog di chi cerca in qualche modo di farsi notare. Cuochi, Critici musicali, giornalisti, stilisti, informatici, studiosi, grafici, scrittori…Un esercito di giovani che si ripropone come può, sfoderando tutte le armi in possesso per riuscire a conquistare uno spazio nel mondo del lavoro.

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Comments

  1. controsenso

    Secondo me qui si stanno confondendo un po’ di cose. E’ da una decina d’anni ormai che gira questa assurda teoria (nonché terribile panzana) che vorrebbe un 25-30 già fuori dalla casa natìa e con un mutuo sulle spalle per comprarne una tutta sua, e se non ci si riesce allora giù con i dispregiativi: sei uno sfigato, un bamboccione, un opportunista e via dicendo con le solite stronzate…
    Ma possibile che siamo caduti tutti nella trappola? Ma non lo vedete che è tutta una manovra per prendervi i soldi? Mi spiegate perché dovrei regalare i miei soldi alle banche appena ventenne solo perché è di moda la parabola truffaldina del bamboccione??? Non lo vedete che stanno cercando di farvi indebitare il più possibile (più giovani siete, meglio è per loro) per lucrare sulla vostra situazione, facendo leva sui vostri sensi di colpa e facendovi sentire dei falliti anche se non lo siete affatto? Il problema è che tanti giovani ci cascano e se ne convincono davvero. Chiedete un po’ ai vostri genitori o ai vostri nonni se da giovani hanno mai chiesto mutui in banca…ovviamente no, se non in rarissimi casi…il mutuo non si sapeva nemmeno cos’era! I miei il mutuo l’hanno chiesto, ma non a 25 anni o a 30…bensì a 50 anni dopo anni di lavoro e dopo aver messo da parte una certa cifra come garanzia.
    La casa dove abito era dei miei nonni e i miei genitori non si sono posti affatto il problema del bamboccione-non bamboccione quando ci sono venuti ad abitare appena dopo essersi sposati. E i miei hanno abitato con i rispettivi genitori fino al giorno prima del matrimonio, altro che indipendenza a 18 anni!
    I miei bisnonni hanno fatto lo stesso con i miei nonni e via dicendo per tutti i miei avi…perché non dovrebbe essere normale che siano i genitori a provvedere alla futura sistemazione dei figli, se ne hanno la possibilità? Io con i miei figli farò lo stesso, non vedo perché dovrei sbatterli fuori casa a 18 anni per darli in pasto alle banche! No, questa ennesima soddisfazione a chi comanda non la do!
    In affitto ci vada chi non ha altra sistemazione, chi non ha alternative, ma chi ha già una casa di proprietà mi sembra assurdo che a 25-30 anni si lamenti che non riesce ad accollarsi un mutuo, ma chi glie lo fa fare??? E soprattutto…dove sta scritto che lo deve fare per forza??? Io ho 28 anni e vivo in casa con i miei e ci resterò finché non mi sposerò, dato che per me non è affatto un disonore. Intanto lavoro, aiuto in casa e risparmio qualcosa per il mio futuro, dato che non manca molto al matrimonio. Di sicuro non potrei avere questi programmi se fossi andata via di casa a 18 anni per regalare i miei soldi a chissà chi in cambio di una finta quanto miserevole libertà.
    Ricordate che il potere ci vuole così, soli e indebitati per poterci colpire meglio! Il mio modello non sono affatto i giovani inglesi, non ci tengo a far debiti già da adolescente …. se lo tengano loro quel sistema ultraliberista alienante e alienato dove a termine sono pure i rapporti sociali! Ti dicono che lo devi fare per “conquistare l’indipendenza”…ah, bella indipendenza, più schiavi di così si muore!
    Il mutuo va fatto solo se necessario, ricordate!