Saturday, May. 18, 2013

Toto-nomi per il dopo-Polverini

Il Pd potrebbe rinunciare alla presidenza della regione per garantirsi l'alleanza con l'Udc. E spunta il nome del ministro Riccardi

Scritto da il 27 settembre 2012 in Politica

 Toto nomi per il dopo PolveriniIl Pd ora cerca un candidato. Dopo le dimissioni di Renata Polverini, i democratici sanno bene che non sarà facile espugnare la Pisana, nonostante gli scandali che hanno investito il Pdl laziale.

Il Pd pronto a rinunciare alla Regione per l’alleanza con l’Udc. Mentre Roma guarda a sinistra, le province tendono a destra, rendendo comunque la vittoria del Pd tutt’altro che scontata. Nonostante esista un “candidato naturale” come Enrico Gasbarra (ex presidente della provincia di Roma e ex vice di Veltroni al Campidoglio) il Pd punterà molto probabilmente su un volto nuovo, un uomo dell’Udc, in cambio dell’alleanza con il partito di Casini, sia a Roma che in Regione. Secondo il Giornale, questa persona potrebbe essere l’attuale ministro per la Cooperazione internazionale Andrea Riccardi, già fondatore della Comunità di Sant’Egidio.

Tajani o Storace? Il Pdl – orfano della Polverini e in preda a faide interne – è alla ricerca di quella figura che possa rendere la possibile sconfitta meno amara. Due nomi su tutti: Andrea Augello, senatore Pdl e autore delle più importanti manovre elettorali del partito a Roma, e Antonio Tajani, commissario europeo per l’industria e candidato da Berlusconi a Roma, nella difficile (e non realizzata) impresa di strappare la Capitale al centro-sinistra nel 2001 contro Walter Veltroni. Tuttavia, non è escluso che il centro-destra opti per Francesco Storace, che ha già governato la Regione Lazio tra scandali e veleni.

“Un giorno in più o in meno…”. Intanto, nonostante gli annunci, la Polverini non ha ancora presentato le proprie dimissioni al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, “tanto un giorno in più o in meno cambia poco, fatevene una ragione”. Gli elettori se ne faranno anche una ragione ma la Polverini proprio ieri ha riunito e presieduto la Giunta nella quale, secondo l’assessore alla Casa, Teodoro Er Pecora Buontempo, “non è successo nulla, solo ordinaria amministrazione”. Ma dal Pd arriva la denuncia: “Oggi [ieri – ndr] la Polverini sta procedendo ancora alle nomine di dirigenti esterni di provenienza Ugl. Una presidente dimissionaria non può fare nomine e rinnovare contratti esterni solo per garantire uno stipendio ai suoi amici”.

La pensione di Fiorito. Ma non basta. I tagli previsti dalla Polverini entreranno in vigore solo dalla prossima legislatura. Questo significa che Fiorito potrà andare in pensione già a 50 anni con poco meno di 4mila euro al mese, grazie ad una riforma approvata dal Consiglio uscente con i voti delle liste di maggioranza: Pdl, Udc, Lista Polverini, Lista Storace.

Twitter: @PaoloRibichini

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