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Diritto di critica | July 14, 2020

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Senza scontrino, ecco chi evade di più

Commercianti, avvocati, ristoratori. Ma anche insegnanti impegnati in ripetizioni pomeridiane e badanti impegnate ad accudire anziani e disabili. L’elenco delle professioni a maggior tasso di evasione fiscale è decisamente lungo. Secondo i dati forniti dall’Ocse, sui 34 paesi aderenti all’organizzazione, l’Italia si colloca al terzo posto per livello di evasione fiscale, dietro solo a Turchia e Messico.

Evasione, il podio dei senza fattura. Il recente rapporto Eures fotografa una realtà che va ben oltre l’immaginazione. La maglia nera dell’evasione fiscale riguarda le ripetizioni. Secondo lo studio, il 79,4% degli insegnanti che si dedicano alle lezioni private pomeridiane non emette fattura. In seconda posizione la categoria delle badanti/baby sitter: il nero riguarda il 72,9% dei pagamenti effettuati. In terza posizione i collaboratori domestici. Il 65,4% dei rapporti di lavoro è in nero.

Grandi evasori nell’artigianato. Se quest’ultimi sono in parte considerati impieghi riservati a persone che hanno necessità di arrotondare, non va meglio per le professioni come quelle artigiane. Muratori, falegnami, fabbri, elettricisti e idraulici: sei su 10 non emette fattura. Tra gli artigiani, il record di evasione va ai pittori/muratori: 73,2% non emette mai fattura o richiede un prezzo maggiorato quando gli viene richiesta.

Avvocati e architetti un po’ furbetti. Tra i professionisti, i più irregolari sono gli avvocati (45,8%), i geometri (44,1%), gli architetti (48,8%) e gli psicologi (46,5%). Nonostante la lotta all’evasione, non sembrano mutare, quindi, i costumi di certe categorie che forniscono essenzialmente servizi immateriali e quindi più difficilmente intercettabili dalla rete di controllo del fisco.

Meno evasori tra i commercianti, ma… Anche grazie alla lotta contro il nero, la percentuale di commercianti evasori è inferiore a quella di altre professioni Tuttavia è da notare come dal 2004 al 2007 lo studio Eures riporta un incremento del tasso di evasione per alcuni settori come quello edile (dal 15,6 al 37%) e ferramenta (dall’8,1 al 19,1%). Incrementi più contenuti ma presenti anche per bar, pizzerie a taglio, pasticcerie e articoli sanitari.

Complessivamente, delle 41 professioni o tipologie di esercizio analizzati nello studio, risulta che il fenomeno del l’evasione fiscale è in aumento per 38, mentre è in diminuzione solo per colf, badanti e parrucchieri.