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Diritto di critica | July 20, 2019

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Coerenza leghista, a scoppio ritardato

Coerenza leghista, a scoppio ritardato

IL GRAFFIO – La Lega nei confronti di Formigoni e della giunta lombarda fino ad ora si è comportata come il can che abbia ma non morde. Pronta a brandire il vessillo della legalità ma senza mai togliere i numeri e l’appoggio al governo regionale guidato da Roberto Formigoni. Nonostante gli arresti, nonostante le indagini.

Per far vacillare le intenzioni del Carroccio di Matteo Salvini, si è dovuti arrivare a scoprire che la magistratura sta indagando per voti comprati con l’aiuto della Ndrangheta. Tanto da far girare sul web la battuta: “E’ più facile che si dimetta la Ndrangheta che non Formigoni”. Eppure, la notizia dei presunti pagamenti di 50 euro a voto, per un totale di 200mila euro pagati da un assessore regionale per farsi eleggere, farebbe impallidire chiunque.

Il Formiga su Twitter entra nel merito della vicenda e fa quasi sorridere. E’ l’ennesimo “a mia insaputa” di una lista già lunga (in cui lo stesso presidente lombardo già compare): “Zambetti è uno spergiuro – twitta in mattinata – xckè x2 volte ho fatto giurare tutti assessori di avere coscienza perfettamente limpida: ha tradito nostra fiducia”. Quasi che questi siano gli unici controlli “ex ante” che la Regione mette in campo per controllare la moralità dei suoi consiglieri ed assessori, un giuramento di ciellina memoria.

A reggere in equilibrio la bilancia, però, per tutto questo tempo è stata la Lega che adesso minaccia – a scoppio più che ritardato – di togliere il sostegno al governo regionale – l’ultimatum di Salvini a Formigoni scade domani: “le dimissioni dei consiglieri leghisti le ho in tasca”. Ma ancora non le ha tirate fuori – la stessa Lega che se la prendeva con Saviano quando lo scrittore denunciava la presenza della criminalità organizzata al Nord, negando – i leghisti – un’evidenza a tutti nota: la mafia va dove si concentrano i soldi.

L’impressione è che in regione come a Roma, tutti abbiano tremendamente a cuore la cadrega. Anche i leghisti. Non la Ndrangheta né la lotta agli sprechi. La cadrega.