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Diritto di critica | May 26, 2020

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Veltroni non si ricandida? Solo in Italia è una notizia

IL GRAFFIO – Nell’Italia dei settantenni e dei politici che bypassano le generazioni sugli scranni di Camera e Senato, il ritiro della candidatura di Walter Veltroni alle prossime elezioni è una notizia per il Corsera (che gli dedica una “fotostoria”) e Repubblica on line. E in generale – nell’Italia dei brontosauri politici – è considerata una notizia. Quasi che gli si dovesse fare un applauso.

Veltroni, in realtà, rientra nella media di quanti hanno fatto del Parlamento la loro seconda casa e l’ex sindaco di Roma ha avuto il tempo di diventare maggiorenne: nel 2013 saranno 19 anni che siede sulla cadrega della Camera. E sono molti, tra l’altro, i “brontosauri” del Partito democratico che – secondo lo statuto – non potrebbero trovarsi in Parlamento (vedi Bindi e Finocchiaro, solo per citarne alcuni…).

Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini, ad esempio, siedono sugli scranni parlamentari da 29 anni, Massimo D’Alema da 23, Umberto Bossi da 21, Silvio Berlusconi e Rutelli da 18. Di Pietro, invece, è in politica da oltre 20 anni. Meglio di tutti ha fatto Beppe Pisanu, attuale presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, da più di 38 anni in Parlamento. Tutti questi hanno attraversato indenni gli anni di Piombo, le crisi economiche, gli anni del populismo che odiava la politica, Tangentopoli, il berlusconismo.

Per tutti i suddetti, la rinuncia alla candidatura sarebbe non solo una non-notizia ma anche un’auspicata fine carriera: largo ai giovani (non al giovanilismo).

Twitter@emilioftorsello

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