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Diritto di critica | September 17, 2020

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Serbatoi a secco e debiti per 100mila euro: così lavorano i pompieri nella Modena post-sisma

La parte da leoni durante il sisma emiliano l’hanno fatta loro, lavorando notte e giorno nelle ore dell’emergenza con tutti i mezzi disponibili: uno sforzo, quello dei vigili del fuoco di Modena, che sul piano economico si traduce però in serbatoi a secco, debiti per oltre 100mila euro e il rischio sempre più concreto di non poter più effettuare alcun intervento a causa della mancanza di carburante. Il motivo? Il mancato pagamento – denunciano i sindacati – del debito per le spese di gasolio post-sisma, arrivato alle stelle a causa dell’utilizzo massiccio di mezzi e forze da tutta Italia. E il fornitore ora ha detto stop.

L’allarme è scattato lo scorso venerdì, da quando cioè i mezzi d’intervento – camion, autopompe e autocisterne – sono stati costretti a viaggiare a velocità ridotta per risparmiare gasolio, dal momento che nel deposito di carburante della caserma modenese il livello delle scorte era sceso sotto il livello di guardia: v’erano rimasti infatti soltanto 2.000 litri di gasolio, che dovrebbero bastare per tutti gli automezzi attivi sul territorio. Durata stimata delle scorte prima che gli automezzi siano costretti ad uno stop forzato? Da tre giorni ad una settimana, a seconda del numero di interventi d’urgenza attuati sul territorio.

Uno scenario che ha dell’incredibile: la causa dello stop nei rifornimenti di carburante sarebbe da ricercare infatti nei ritardi nei pagamenti alla ditta fornitrice, con la quale nei mesi post-sisma si sarebbe accumulato un debito per le spese di gasolio superiore ai 100 mila euro. «Ovviamente – spiega alla Gazzetta di Modena Antonio Colucci, segretario provinciale del Co.Na.Po., il sindacato autonomo dei vigili del fuoco – è già stata inoltrata la richiesta di una nuova fornitura, a credito come quelle precedenti, ma la risposta è stata negativa. Il titolare della ditta che porta il carburante vuole il saldo dell’arretrato e comunque non vuole più rimetterci di tasca sua». A causa del terremoto, infatti, negli ultimi mesi «abbiamo lavorato con tutti i mezzi disponibili arrivati da tutta Italia e il debito per le sole spese di gasolio è arrivato alle stelle, senza che nessuno provvedesse a pagarlo. Adesso siamo a piedi». L’assurda situazione – combinata alla spending review che ha tagliato da 30 a 15 il numero di vigili del fuoco modenesi in missione nel circondario – rischierebbe così di compromettere lo svolgimento di un lavoro volto alla tutela di tutti, comprese le attività quotidiano nell’ambito delle zone terremotate come la messa in sicurezza e il recupero beni negli edifici pericolanti. «I ritardi ci sono, ma questa è una maledizione che si perseguita per ogni pagamento esterno – spiega alla Gazzetta di Modena Vincenzo Santoro, responsabile Fp Cgil  –. I pagamenti anche per il terremoto possono essere fatti dalla Regione, ma non vengono pagati direttamente ai Vigili del Fuoco: no, vanno alla tesoreria dello stato, poi girano sui fondi del Ministero dell’interno, infine al nostro dipartimento centrale a Roma che li gira a Modena».

Una questione, quella dei mancati pagamenti, che coinvolge direttamente anche gli stessi vigili del fuoco: dal terremoto del 20 maggio «non abbiamo avuto neanche il pagamento di un’ora di straordinario – spiega ancora Colucci – essendo impegnati notte e giorno nelle ore del terremoto. Neppure la gestione del presidente della Regione Errani è riuscita a sbloccare la situazione dei nostri pagamenti per i mesi dopo il sisma. Nove euro netti all’ora in busta paga, e stiamo ancora aspettando».

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