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Diritto di critica | August 12, 2020

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Un archistar farà rinascere le Cinque Terre

Un anno fa Vernazza, perla delle Cinque Terre dichiarata patrimonio mondiale dell’Umanità, veniva sepolta da fango e macerie dopo una terribile alluvione che ha causato tre vittime e danni per oltre cento milioni di euro. Oggi uno dei fiori all’occhiello della Liguria è osservato speciale di un turista di talento che vuole aiutarlo a rinnovarne la bellezza: Richard Rogers, architetto inglese famoso nel mondo, spesso al lavoro con Renzo Piano. Suoi il Millenium Dome di Londra, la sede della Corte Europea a Strasburgo, l’aeroporto di Madrid. Amante come molti del panorama unico della riviera ligure, Rogers ha deciso di supervisionare gratuitamente il progetto di riqualifica del centro di Vernazza e degli spazi deteriorati dalla forza delle acque. Un progetto studiato nei minimi dettagli, con uno studio di fattibilità che lo stesso architetto ha realizzato sul posto, parlando con la gente e toccando con mano le difficoltà e le esigenze di turisti e abitanti locali. Insieme a Rogers, per il sopralluogo, anche l’amico Piano, con il quale l’inglese realizzò anni fa il Centre Pompidou di Parigi.

Il progetto per Vernazza è stato sottoposto alla popolazione a settembre, ma verrà presentato ufficialmente il prossimo 25 di ottobre, esattamente dodici mesi dopo la tragedia. Per il piccolo paese Rogers ha pensato ad arredi semplici, rivalutazione della piazzetta centrale e sostenibilità con l’ambiente, senza dimenticare i servizi turistici: qui arrivano ogni anno fino a due milioni e mezzo di visitatori da tutto il mondo. Quindi via libera ad una nuova pavimentazione della strada che porta al mare, riutilizzando però anche le parti rimaste, e ancora lampioni di ispirazione primo Novecento, aree verdi di relax e navette elettriche in centro. Infine, un sistema di ultima generazione garantirà il drenaggio delle acque, per un’azione tempestiva in caso di allagamenti.

Per l’opera di ristrutturazione, che potrebbe partire già a gennaio 2013, si prevede un costo di circa due milioni e mezzo di euro; si stanno occupando della raccolta di fondi le due onlus post-alluvione più rappresentative della zona, “Save Vernazza” e “Vernazza Futura”. La speranza è quella di ottenere numerosi contributi anche dagli Stati Uniti, Paese da sempre legatissimo alle Cinque Terre.

“Save Vernazza” è stata creata da Ruth Manfredi, italo-americana da quasi venti anni a Vernazza, che assieme a due amiche ha trovato un modo concreto di aiutare questo angolo di paradiso: «Finora noi abbiamo raccolto 600 mila dollari per il progetto di Rogers – ha detto – ma vogliamo fare di più, servono ancora molti soldi per rilanciare il paese. L’architetto ha parlato di un restauro che è anche “rigenerazione”. Dobbiamo ritrovare il carattere che rende Vernazza un posto unico, rispettandone storia e semplicità».

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