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Diritto di critica | July 15, 2020

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Processo Ruby, analisi della linea difensiva di Berlusconi

All’ultima udienza per il processo Ruby, Berlusconi ha elencato tutti i punti deboli – perché indimostrabili – su cui è stata costruita e chiusa l’inchiesta a suo carico per concussione e prostituzione minorile. Una strategia difensiva che rischia di affermarsi e far naufragare l’intero processo che diventerebbe solo una chiacchierata sulle bizzarre abitudini private del premier.

Leggendo un breve foglio di appunti, infatti, venerdì scorso il premier ha chiesto di rilasciare alcune dichiarazioni spontanee assicurando che “non ci sono mai state scene di natura sessuale a casa mia”, di non aver “mai avuto rapporti sessuali a pagamento” con Ruby  e di “non aver mai esercitato pressioni  sulla questura, ma solo una richiesta di informazioni”. E su quest’ultimo punto c’è anche la smentita della diretta interessata, la poliziotta che sarebbe stata concussa.

Fatta salva quest’ultima accusa, dunque, restano le precedenti. Berlusconi addossa tutta la colpa su Ruby Rubacuori, accusata di aver mentito all’ex premier in merito alla sua reale età – “disse che era di nazionalità egiziana e appartenente  a una famiglia imparentata con Mubarak” – e si tira fuori da qualsiasi responsabilità, lasciando ai magistrati l’onore di una prova indimostrabile. In aula, oltretutto, c’è un’unica grande assente: nella passerella di testimoni (venerdì prossimo sarà la volta di George Clooney, Elisabetta Canalis e altri) , manca infatti lei, la teste principale, Karima el Mahrough, in arte Ruby. Ha cambiato versione troppe volte per poter essere considerata una testimone affidabile, e soprattutto sostiene di non aver mai avuto rapporti sessuali con l’ex premier.

Al di là delle dichiarazioni, però, restano i dubbi sulla reale dimostrabilità delle accuse: Berlusconi, infatti, ha sempre negato di aver saputo la reale età di Ruby (che andava a dire di essere maggiorenne), così come di difficile accertamento i rapporti sessuali tra l’ex premier e la ragazza marocchina e soprattutto è ben difficile dimostrare l’avvenuto pagamento come corrispettivo delle prestazioni sessuali. E sul punto, il premier nell’aprile scorso ha confuso ancora di più le acque: “solo gare di burlesque”. E il confine – a questo punto – diventa davvero impossibile da definire. Soprattutto per i magistrati.

Twitter@emilioftorsello

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Comments

  1. Questo personaggio riuscirà a cavarsela anche stavolta.Ma che sia un puttaniere è fuori dubbio.Ditemi connazionali comuni come me avete il numero del ex(per fortuna ex Ex ex )presidente del consiglio.Una prostituta lo ha avvertito direttamente sul suo cellulare (A Parigi!!!!!)dell’arresto di Ruby .Poi chi se ne frega il problema è il male che ha fatto al paese diciamocelo:rappresentando Al meglio,Il peggio di tutti noi!

  2. PaoloRibichini

    Quindi, se capiamo bene, il M5S è contro i sindacati e contro lo statuto dei lavoratori. Giusto?