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Diritto di critica | September 21, 2020

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Misteriose esplosioni in Sudan, "Israele ci ha bombardati"

Esplode una fabbrica di materiale bellico a Khartoum, il governo sudanese punta il dito contro Israele. Nella notte tra martedì e mercoledì una serie di forti esplosioni hanno pesantemente danneggiato un complesso della Military Industrial Corporation a Yarmouk, nella zona sud della capitale sudanese.

“Aerei nel cielo”. Secondo alcuni residenti quattro aerei provenienti da est avrebbero sorvolato i cieli di Khartoum poco prima delle esplosioni. Una donna che abita a sud del compound ha dichiarato: “ho visto un aereo che viaggiava da est verso ovest, ho sentito una prima esplosione e una seconda dopo poco”. Le deflagrazioni, che sarebbero avvenute intorno alla mezzanotte ora locale, hanno distrutto parte della struttura dell’edificio e per ora si contano due morti e un ferito grave; numerose persone sono inoltre state ricoverate in ospedale in seguito a un’intossicazione da fumo.

“Un attacco israeliano”. Il ministro sudanese dell’Informazione, Ahmed Bilal Osman, ha dichiarato che l’attacco è stato perpetrato da velivoli tecnologicamente avanzati e in grado di evitare i radar, velivoli appartenenti all’aviazione israeliana: “La gente ha visto gli aerei con i propri occhi, quattro aerei provenienti da est e non abbiamo altri nemici se non Israele. La tipologia di missili che abbiamo, alcuni dei quali inesplosi, abbiamo i codici, abbiamo visto gli aerei e li abbiamo filmati e sono tutte prove che consegneremo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu”. Osman ha poi promesso rappresaglie nei confronti dello stato ebraico: “È troppo, questa è la quarta volta. Ora abbiamo tutto il diritto di attaccare gli interessi israeliani ovunque essi siano e siamo legittimati a farlo….”. Nessuna conferma o smentita da parte di Israele anche se una fonte del governo di Tel Aviv ha dichiarato al Jerusalem Post che il governo sudanese ha l’abitudine di accusare Israele per ogni “brutta cosa” che accade nel paese.

Misteriose esplosioni. Non è la prima volta che in Sudan avvengono misteriose esplosioni in quanto già nel 2009 un convoglio carico di armi nel nord-est del paese fu distrutto da un bombardamento. Nell’aprile del 2011 un altro attacco dal cielo nei pressi di Port Sudan dilaniò un’auto con all’interno un alto esponente di Hamas che si presume si trovasse nel paese africano per organizzare dei rifornimenti di armi, notizia che venne però smentita da fonti private del movimento palestinese. Lo scorso maggio un’altra vettura con due sudanesi a bordo saltò in aria sempre nei pressi di Port Sudan.

Una guerra non dichiarata. Secondo fonti della sicurezza israeliana le armi partirebbero dal Sudan per poi attraversare l’Egitto e raggiungere Gaza attraverso la penisola del Sinai. Inoltre, i frequenti viaggi in Sudan del leader di Hamas, Ismail Haniyeh, evidenziano uno stretto legame tra il direttivo di Hamas e il governo di Khartoum. Non è dunque da escludere che Israele, in seguito alla nuova ondata di razzi lanciati da Gaza, abbia voluto dare un segnale chiaro non solo ai militanti di Hamas ma anche a coloro che, secondo i servizi di sicurezza, riforniscono i loro arsenali.

Ora al Sudan spetta dunque il compito di fornire prove attendibili che dimostrino il coinvolgimento dello stato ebraico nell’attacco.

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