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Diritto di critica | July 8, 2020

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"Il lavoro paga, l'Unità no". È sciopero dei precari nel giornale della sinistra

“Il lavoro paga, l’Unità no”. È sciopero dei precari nel giornale della sinistra

Difende i lavoratori di tutta Italia ma da sette mesi non paga i precari che lavorano per la redazione. Accade all’Unità, dove da ieri è partito lo sciopero dei collaboratori.

“L’ultimo bonifico emesso dalla società editrice del giornale fondato da Gramsci, la Nie – si legge in una nota firmata dal ‘Coordinamento dei collaboratori’ del giornale – risale infatti ad agosto ed è relativo al lavoro svolto nel mese di febbraio. Rimangono sette le mensilità arretrate, nonostante gli impegni assunti nei confronti dei collaboratori da parte dell’amministratore delegato dell’azienda, Fabrizio Meli, che aveva anche discusso, lo scorso giugno, un piano di rientro al tavolo di trattativa sindacale al quale si erano sedute le Assostampa e la Fnsi”

In questo contesto di disagio – prosegue la nota – le promesse dell’ad vengono regolarmente disattese e il disavanzo sui loro conti correnti mai colmato, pur essendo il loro apporto alla fattura del giornale determinante, in particolare per servizi come le cronache di Bologna e di Firenze, gli Interni e la cultura. Per questo motivo, a distanza di dodici mesi dall’ultima mobilitazione, i collaboratori hanno deciso di astenersi dal lavoro per una settimana, e di rendere pubblica la loro protesta con l’appoggio del Comitato di Redazione”.

E la protesta di chi scrive per una manciata di euro a pezzo (che il giornale di centrosinistra non paga), è sbarcata su Facebook, dove alcuni banner denunciano “La lotta paga, l’Unità no”. Un paradosso se si pensa all’area di riferimento del giornale, con direttori ed editorialisti che per mesi hanno scritto, discusso e sostenuto la sacralità del lavoro. Salvo poi tacere sulla grave situazione interna, con i collaboratori senza stipendio da mesi. Nonostante i fondi pubblici. Anche questa è coerenza.