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Diritto di critica | August 10, 2020

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"Addio Silvio", il Pdl si prepara ad "uccidere il padre"

E Berlusconi rimase solo. Il capo assoluto di quello che fu il primo partito italiano non ha più sudditi. Può contare solo su un manipolo di deputati e senatori – una trentina in tutto –, un numero insufficiente per mettere in crisi un governo che, nonostante le parole del Cav gode di ottima salute.

Uccidere il “padre”. Ora al Pdl non resta che “uccidere il padre” una volta per tutte. L’ingrato compito spetta in primis ad Alfano che può contare su circa 300 tra deputati e senatori. Ma le stesse primarie potrebbero mettere fine una volta per tutte al potere del Gran Capo che avrebbe potuto sfruttarle per ritrovare la propria autorevolezza interna, invece di snobbarle. Alfano alle primarie avrà quel plebiscito che metterà fine una volta per tutte al berlusconismo.

Ritorno al passato. Il Cavaliere, però, non accetterà mai di svolgere il ruolo del “padre nobile”, nonostante le varie dichiarazioni che lasciavano presagire un passo indietro. E così forse già da gennaio darà vita ad un nuovo gruppo parlamentare con i suoi fedelissimi e le “amazzoni”. È probabile che rispolvererà il vecchio logo di Forza Italia e alle elezioni, promette, darà “spazio ai giovani e a nuove idee”.

Le primarie: salvezza o morte. Intanto, nel Pdl si riaccende la sfida per le primarie. Dopo le candidature di Galan, della Santanché e di Alfano, martedì scorso anche Tremonti – che qualche settimana fa aveva lanciato il suo movimento – ritorna alla “casa del padre”, ora che il “padre” si accinge ad andarsene. “Credo sia anche un loro interesse che ci sia un contributo il più ampio possibile , dunque se sono primarie serene e serie, perché no?”, spiegava l’ex ministro dell’Economia, pronto a candidarsi contro Alfano e alla linea europeista. In ogni modo il Pdl sa che può risorgere proprio attraverso queste primarie. Dovranno essere più ampie possibile, senza quelle regole chieste dall’altra parte da Bersani. D’altronde, poiché la sfida a distanza con il centro-sinistra si gioca nello stesso periodo, il Pdl non può permettersi di imporre limiti di partecipazione, per non rischiare di sfigurare di fronte ai numeri del centro-sinistra. Ma qualcuno nel partito pensa che potrebbero trasformarsi nella tomba del partito.