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Diritto di critica | September 20, 2020

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Luco dei Marsi e quelle "squadracce" anti-immigrati - Diritto di critica

Aggressioni di stampo squadrista a danno degli immigrati: di sera o di notte, di sorpresa, voci che circolano terrorizzate e nessuno – in una zona come il Fucino, in Abruzzo, dove si concentra una forte presenza di lavoratori agricoli stranieri – che vuole crederci. Perché sono fatti che hanno l’amaro sapore di un passato che non dovrebbe esistere più, ma che continua con violenza a diventare presente: a Luco dei Marsi, in Abruzzo, essere immigrato nelle ultime settimane è diventata una colpa che merita di essere punita.

A raccontare degli attacchi è stato Site.it, grazie al suo direttore – nonché referente di Libera in Abruzzo – Angelo Venti, che ha raccolto le testimonianze dirette degli uomini aggrediti. Dalle dichiarazioni pare infatti che la dinamica degli episodi si sia ripetuta sempre pressoché identica: gli aggressori prendono le vittime alle spalle con il favore dell’oscurità e le colpiscono con calci, pugni e armi (coltelli o spranghe), lasciandole spesso prive di conoscenza e derubate dei loro averi. L’ultimo attacco risalirebbe alla notte tra il 2 e il 3 novembre. La situazione ha creato un clima di paura e tensione soprattutto tra gli immigrati – presenti in gran quantità nella Marsica dove lo sfruttamento del lavoro nero agricolo dei clandestini è particolarmente diffuso – che alle notizie delle prime spedizioni hanno reagito con incredulità. Salvo poi doversi ricredere con il perdurare delle aggressioni.

Si tratterebbe quindi di vere e proprie spedizioni punitive, portate avanti da una sorta di “ronda” che intende sostituirsi alle forse dell’ordine per quanto riguarda la garanzia della sicurezza pubblica: i tratti foschi, di razzismo e violenza, hanno spinto la magistratura e il sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano Guido Cocco ad aprire un’inchiesta per far luce sulla vicenda. I testimoni intervistati da Site.it, infatti, hanno dichiarato di aver riconosciuto gli aggressori e ne hanno fatti nomi e cognomi. Tra di essi ci sarebbe anche il figlio del sindaco di Luco dei Marsi, ex commissario di polizia.

«Siamo contrari alle ronde innanzitutto a livello di principio – afferma Santino Li Calzi, segretario del sindacato indipendente di Polizia Coisp Abruzzo –, in quanto la tutela dell’ordine e della sicurezza dei cittadini spetta allo Stato e non può essere delegata ad altri. Sono inoltre inutili e pericolose. Certo – continua ancora Li Calzi -, i continui tagli del Governo agli organici e ai mezzi delle Forze dell’Ordine non aiutano ad assicurare un pieno ed efficiente controllo del territorio, ma questo non deve dare adito a cercare soluzioni alternative». Circa il presunto coinvolgimento di un esponente delle forze dell’ordine negli episodi di violenza, tuttavia, il Coisp si mantiene cauto: «non vorremmo – continua Li Calzi – che anche questo episodio sia l’occasione per fare il solito “tiro al piccione” contro le Forze dell’Ordine», in quanto «non sarebbe la prima volta che dei colleghi sono stati dati in pasto all’opinione pubblica ancor prima che nei loro confronti la giustizia, anche quella interna, avesse addirittura iniziato il suo corso, per poi alla fine venire assolti da accuse ingiuste o addirittura false».

Sulla questione è intervenuto anche Maurizio Acerbo, capogruppo di Rifondazione Comunista alla regione Abruzzo, secondo cui le aggressioni avrebbero dovuto causare una condanna unanime da parte di tutti gli esponenti della società civile e politica. «Fenomeni di questo tipo sono figli di una subcultura razzista e xenofoba che non solo l’estrema destra ma lo stesso centrodestra ha coltivato e amplificato nell’ultimo quindicennio per raccattare voti a buon mercato», ha affermato Acerbo, sottolineando poi il silenzio degli esponenti politici locali e regionali di centrodestra sulla questione: «lo stesso silenzio del Pdl appare un preoccupante segno della difficoltà a prendere posizione su questi temi. Colpisce che nessun rappresentante istituzionale del Pdl, da Chiodi all’assessore alle politiche sociali Gatti fino al presidente Pagano, al senatore Piccone e al presidente della Provincia Del Corvo, sia intervenuto con parole chiare e nette. Una cosa deve essere chiara: nessun problema di convivenza, integrazione o microcriminalità giustifica che vadano in giro squadracce che aggrediscono, picchiano e derubano persone perché straniere». 

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