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Diritto di critica | May 30, 2020

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La Ue boccia Passera sulle frequenze: "Troppi vantaggi a Mediaset"

Non basta. Secondo la Ue, l’intervento del ministro Passera sulle frequenze tv, con l’abolizione del contestatissimo Beauty Contest non è sufficiente. “Mediaset è ancora eccessivamente favorita”, spiegano da Bruxelles. Il problema non riguarda ovviamente la cancellazione dell’asta gratuita delle frequenze, ma le norme che regolano la nuova assegnazione onerosa. Secondo la Ue “non è stata rispettata” l’intesa per chiudere la procedura di infrazione aperta nel 2006. “A rischio il pluralismo dell’informazione”.

“L’Agcom ignori il governo e modifichi le norme”. La Commissione europea si rivolge direttamente all’Agcom, bypassando il governo che però ha una responsabilità politica – nella figura del ministro Passera – sulla definizione delle regole per la nuova assegnazione onerosa. Nella lettera firmata da Almunia e Kroes – rispettivamente commissari per la concorrenza e per l’agenda digitale – la Commissione sottolinea come l’Agcom abbia il dovere di modificare quelle norme che, seppur approvate dal governo, sono in contrasto con quelle europee. L’invito, quindi, è quello di procedere per via autonoma rispetto all’esecutivo guidato da Mario Monti.

Possibile multa da 10 milioni di euro. La missiva ricorda come, sotto il governo Berlusconi, erano state approvate regole che garantivano (e garantiscono tutt’ora) “una chiara e sostanziale protezione dalla concorrenza” in quanto permettevano l’assegnazione di nuovi canali digitali “senza procedure oggettive, proporzionate e non discriminatorie”. Ora la Ue si aspetta dall’Agcom una riscrittura delle norme che dovranno essere nuovamente esaminate dalla Commissione, la quale dovrà esprimersi con un’approvazione o con un respingimento definitivi. In caso di respingimento, l’Italia dovrà pagare una salatissima multa di almeno 10 milioni di euro.

Sky verso il digitale terrestre. Sono nove i punti contestati dalla Ue. In primo luogo c’è la limitata durata dei contratti, ristretta dal governo Monti a soli cinque anni, per favorire in seguito l’utilizzo di quelle determinate frequenze multiplex U da parte degli operatori telefonici. La Commissione ritiene che questa durata è eccessivamente limitata per garantire ai concorrenti di Mediaset e Rai di recuperare l’investimento effettuato. Per questo secondo la Ue, il governo e l’Agcom dovranno assegnare le frequenze di lunga durata (di qualità e copertura inferiore) ai concorrenti che vogliono entrare nel mercato del digitale terrestre, come è il caso di Sky. Mediaset e Rai – se lo vorranno – potranno usufruire delle frequenze di alta qualità, ma saranno costrette a cederle già nel 2017 agli operatori telefonici. Inoltre, secondo la Ue, Sky potrà trasmettere sul digitale terrestre non solo in chiaro – come sta facendo già oggi con il canale Cielo – ma potrà trasmettere anche canali pay-per-view. Un problema non indifferente per il Biscione, unico vero dominus della pay-per-view sul digitale. Necessario, inoltre, secondo la Ue, il rispetto tassativo dei cinque pacchetti per ogni competitor. Mediaset ne possiede già quattro ma se il quinto sarà sulle frequenze a scadenza 2017 (come prospetta la Commissione), Mediaset non potrà convertirle per i cellulari. Se lo farà incorrerà in una sanzione dell’anti-trust.

Bruxelles chiede poi al ministero di Passera di definire meglio la struttura dei canali riservati ai nuovi entranti e di allungarne la licenza da 15 a 20 anni. Insomma, per Mediaset si sta facendo dura. Finalmente concorrenza nel mercato più monopolistico d’Italia, dominato dall’uomo “più liberale” della Penisola.

Twitter: @PaoloRibichini

Comments

  1. Bravo ministro.. il ministro che dovrebbe garantire la pluralità, garantirà la salvezza di Silvio.