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Diritto di critica | November 25, 2020

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Montepaschi in piazza, bloccato lo spin-off - Diritto di critica

Nuove proteste e scioperi per Montepaschi. Oltre 150 lavoratori dei Consorzi operativi e gestionali della Banca sono scesi in piazza Montecitorio contro il piano di esternalizzazioni, vietate dal CCNL. Contestato il presidente Profumo, ma anche Monti e Bersani, considerati responsabili del “taglio programmato” dei diritti. Per i sindacati, il Piano significa precarietà e licenziamenti. Le proteste bloccano la chiusura di oltre 100 agenzie programmata per oggi.

Il Piano contestato. Il Piano lanciato dal presidente Alessandro Profumo prevede la chiusura di 400 agenzie e l’esternalizzazione dei consorzi, ovvero i nuclei che gestiscono tutto l’apparato informatico e amministrativo della Banca. Durante gli ultimi anni questi reparti – a tutti gli effetti “spina dorsale” della banca stessa – sono stati collocati ai margini del gruppo: ora, con il nuovo piano industriale, diventerebbero delle società esterne non bancarie. Su cui non si applica, quindi, il CCNL bancario. La precarietà che ne deriva è lampante: contratti atipici o a tempo determinato, salari minimi inferiori, diritti sindacali ridotti. Proprio per questo il CCNL aveva esplicitamente escluso la possibilità di esternalizzare parti o processi della banca stessa.

Contro Bersani e Monti. Striscioni e rabbia davanti alla sede del Parlamento, accusato di ignorare – soprattutto a sinistra – un problema vero e reale. “Manifestiamo il nostro dissenso nei confronti di quella politica che non ha fermato il management”, si legge nel comunicato congiunto dei sindacati del Consorzio, “nei fatti, queste decisioni porteranno a licenziamenti e precarietà nel lavoro bancario”.

 Saltano i tagli. La prima ondata di “razionalizzazioni” avrebbe portato, secondo i piani del management, alla chiusura di 100 agenzie in tutta Italia tra oggi e domani: ma la protesta dei lavoratori del consorzio ha fermato tutto. I Consorzi operativi e gestionali del Gruppo Montepaschi sono scesi in piazza a Montecitorio a protestare contro il Piano Profumo (e Viola, amministratore delegato e artefice del progetto).