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Diritto di critica | November 25, 2020

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Ecco cosa c'è dietro la crisi di governo

La crisi, i dati economici non esaltanti, le poche riforme fatte, l’election day? Macché. Silvio Berlusconi punta a far cadere il governo Monti per fermare il decreto sull’incandidabilità di politici condannati. Ma Monti, nonostante lo spauracchio della crisi di governo, non ha ceduto al ricatto. Il testo approvato dall’esecutivo prevede che siano incandidabili come deputato, senatore e parlamentare europeo tutti coloro che siano stati condannati in maniera definitiva con pene superiori ai due anni per i reati di associazione mafiosa, terrorismo e corruzione. Inoltre, saranno esclusi dalle liste – o decadrebbero se eletti prima della condanna – quelli condannati per reati non colposi con pena superiore ai quattro anni.

Quel “maledetto” decreto. Se il decreto finisse in Parlamento e il governo ponesse il voto di fiducia, sarebbe difficile per il Pdl votare contro, se non a costo di essere etichettato come il partito dei corrotti. Per questo Berlusconi ha tutto l’interesse a ricattare il governo se non addirittura a sfiduciarlo prima dell’approvazione della legge di stabilità.

Berlusconi incandidabile. Infatti, Berlusconi, in base al testo uscito ieri dal Consiglio dei Ministri, decadrebbe o non si potrebbe candidare nel caso in cui fosse condannato nel processo sui diritti tv, che lo vede come imputato.

Niente fiducia, per ora. E poco importa se lo spread torna a volare. Il governo deve tirare il freno a mano, o sarà crisi. E ieri in Parlamento si respirava aria di “quasi-crisi”; l’orlo del baratro. E già le parole dure di Alfano sulla scelta dell’election day avevano fatto presagire nulla di buono ma nessuno avrebbe pensato che Berlusconi si sarebbe spinto fino a tanto. Così ha dato ordine ai suoi di astenersi (“per senso di responsabilità”) sia alla Camera che al Senato sul decreto “Sviluppo” e sulla riduzione dei costi della politica, provvedimenti approvati ma sui quali era stata posta la fiducia. Di fatto, con questa astensione, il Pdl non appoggia più il governo.

La dura legge della campagna elettorale. Cosa potrà succedere nei prossimi giorni è un enorme punto interrogativo. Da una parte Berlusconi potrebbe spingersi fino alle estreme conseguenze e giocare il ruolo del “liberatore” da un “governo opprimente e incapace”. Dall’altra, però, questa decisione potrebbe trasformarsi in un boomerang impazzito. E non tutti nel Pdl potrebbero seguirlo in questa “folle” (forse l’ultima) impresa.

Comments

  1. PaoloRibichini

    Se legge bene nel testo è spiegato per quale motivo Berlusconi potrebbe non essere candidabile o potrebbe dover lasciare il proprio posto in parlamento per decadenza