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Diritto di critica | September 20, 2020

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L'inceneritore di Parma si farà, la sconfitta di Pizzarotti

“Arrivano i nostri”. Così, spavaldi e livorosi, i grillini avevano conquistato Parma con una sola parola d’ordine: “Fermare l’inceneritore”. A sei mesi dall’insediamento di Pizzarotti e co. nella città emiliana la situazione è sempre la stessa. Infatti, il Tribunale del Riesame ha bloccato di nuovo la richiesta di sequestro preventivo dell’opera avanzata dal Comune. “Siamo partiti per spegnere l’inceneritore e abbiamo acceso la luce su un sistema torbido che è ancora tutto da rendere chiaro”, si giustifica il sindaco. Ma di fatto si tratta della prima sconfitta politica del M5S a Parma.

Il ricorso inutile. I magistrati Pasquale Pantalone, Luca Agostini e Paolo Scippa hanno respinto l’ipotesi del reato di abuso edilizio, affermando che l’impianto è stato costruito con regolare permesso, che “deve ritenersi rilasciato congiuntamente all’emissione della Via (Valutazione di impatto ambientale)”. Quindi se un errore c’è, la colpa è del Comune, quando Pizzarotti ancora non era sindaco.

La sconfitta a 5 stelle. “Le battaglie si combattono anche se non sei sicuro di vincerle e noi questa battaglia l’abbiamo sempre vissuta così ogni giorno e continueremo a farlo”, ha spiegato il sindaco 5 Stelle, lasciando intendere che la vicenda rappresenti di fatto una sconfitta. Eppure, lo stesso Pizzarotti aveva promesso in campagna elettorale l’immediato blocco dell’inceneritore. Promessa irrealizzabile, a quanto pare. Anche perché le disastrate finanze parmensi non permettono di perseguire altre vie, se non a costo di pesanti penali.

Le promesse e le penali. Tuttavia, anche le altre vie sembrano impraticabili non solo perché i soldi mancano, ma anche perché è difficile che il comune possa decidere di uscire da un progetto che viene realizzato con i soldi di varie istituzioni e non solo dalla città di Parma. Eppure lo stesso Pizzarotti aveva promesso di essere disposto a pagare da subito “la penale pur di non far accendere l’impianto e voi cittadini lo deciderete con un referendum”.

Not in my name. Così, si fa strada l’ipotesi di non bruciare l’immondizia di Parma nell’inceneritore. Tuttavia, la multiutility che gestisce l’impianto potrebbe utilizzare spazzatura del sud o addirittura immondizia estera. E quindi l’impianto può andare a regime senza problemi, ed inquinare comunque; con o senza la città di Parma.

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