Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | July 5, 2020

Scroll to top

Top

“La carovana delle mamme”, quando il turismo è solidale - Diritto di critica

“La carovana delle mamme”, quando il turismo è solidale

di Giada Frana

Sentirsi come in una carovana, l’antico convoglio di dromedari che trasportava merci per giorni e giorni, muovendosi da un punto all’altro del Paese. Solo che questa volta, non ci saranno merci, ma aiuti umanitari e preziosi consigli. Si tratta del progetto di turismo responsabile “La carovana delle mamme”, ideato e coordinato dall’agenzia Vacanzeegiziane, con sede al Cairo. Un progetto di turismo responsabile ideato quindi dall’interno, da chi conosce la realtà del Paese e sa affrontarla con la giusta prospettiva.

Il progetto. La “Carovana delle mamme” è alla sua prima edizione e si svolgerà a febbraio e a novembre, coinvolgendo rispettivamente le località di Abadeya e l’Oasi di Baheria nel deserto occidentale. Due realtà caratterizzate da situazioni di povertà. “Durante il mio ultimo viaggio al villaggio – spiega Jasmine di Vacanzegiziane -, sono rimasta colpita da una donna che aveva sette figli e una nipotina alla quale non era capace di dare il biberon e nemmeno di curare le piaghe provocati dagli abiti pesanti, usati come pannolini in piena estate. Da sempre abbiamo a cuore lo sviluppo e la situazione delle donne e dei bambini nelle realtà più difficili. Nonostante il supporto, economico e non, che doniamo tramite l’aiuto dei nostri viaggiatori e il coinvolgimento di queste realtà nei nostri itinerari, ciò non basta: c’è bisogno di coinvolgere direttamente donne e bambini, facendoli sentire membri attivi di un progetto a loro dedicato. Ho pensato quindi che sarebbe stata un’ottima idea divulgare tra le mamme del villaggio piccoli consigli volti al miglioramento della vita dei loro figli, senza influire né sulla loro mentalità, né sul loro modo di vivere”. Ecco così la “Carovana delle mamme”.

Il villaggio di Abadeya. Il villaggio di Abadeya si trova nella Regione di Quena, a 100 km da Luxor. È abitato da 11.000 persone e nonostante sia così vicino a questo luogo turistico, mantiene intatte le tradizioni e la cultura di un tempo: la maggior parte della popolazione lavora nelle campagne per la produzione di canna da zucchero, famosissimo prodotto locale da cui si ricava il miele nero, meglio conosciuto come melassa. Vacanzegiziane da tre anni sostiene Abadeya tramite il progetto “Mostra di artigianato femminile” e “Fondo scolastico”. Il primo permette alle donne in difficoltà economiche di produrre e vendere prodotti di artigianato – abiti, utensili, tappeti, marmellate o tisane – ai visitatori, supportando in questo modo folklore e economia locale; il secondo sostiene i bambini che non potrebbero permettersi l’acquisto del materiale didattico per frequentare la scuola.

Il viaggio. Il viaggio dura una decina di giorni. Si parte dal Cairo, con una visita alla città e nei giorni successivi ci si sposta verso Nagha Ammani e Abadeya, dove si svolgerà la maggior parte del soggiorno. Si porterà del materiale per le famiglie (cibo, abiti, scarpe), materiale didattico per la scuola, materiale medico per l’ambulatorio e dei “pacchi mamma” (contenenti dei prodotti medici di base di produzione egiziana, come goccine nasali e creme per gli arrossamenti, qualche abito da neonato e un pannolino lavabile). I partecipanti entreranno inoltre in contatto con le associazioni che operano in loco: “Gamaya Tanmeyat el Mogtamaa” (Sviluppo della Famiglia: le donne e i bambini) in collaborazione con l’Unicef, il cui scopo è migliorare le condizioni di vita di donne e bambini nei villaggi egiziani tramite l’informazione e la creazione di piccoli centri di accoglienza e “Gamaya ElKhayereya” (Aiuto concreto alle famiglie), creata dalle istituzioni religiose della stessa comunità, che ha come scopo portare aiuti concreti settimanali alle famiglie bisognose.

Come partecipare. Informazioni più dettagliate sul sito www.vacanzegiziane.com o lacarovanadellemamme@vacanzegiziane.com. Presente anche il gruppo su facebook “La carovana delle mamme”.

Argomenti