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Diritto di critica | July 5, 2020

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Licio Gelli dimentica Berlusconi e fa la sua previsione: "A settembre di nuovo alle urne"

“Berlusconi è venuto meno rispetto a quei principi che noi pensavamo lui avesse. E ricordi che l’ho avuto per sette anni nella loggia, quindi credo di conoscerlo. L’ho anche aiutato, quando ho potuto”. Così Licio Gelli, un anno fa, commentava l’Italia di Silvio Berlusconi e le sue vicende giudiziarie. “Ma pensi anche questo puttanaio delle ultime settimane. Sia chiaro, è vero che può fare ciò che gli pare e piace, come e quanto vuole, ma bisogna anche avere la capacità di ‘saperlo fare’, e poi esiste pur sempre un limite. Invece lui continua. Ha prima disfatto la famiglia, ora sta disfacendo l’Italia. Ma nessuno gli dice nulla. Ha commesso un reato? Se è vero ciò che gli viene attribuito (e credo che almeno in parte sia vero), allora sì: non avrebbe dovuto farlo, o, quantomeno, avrebbe dovuto utilizzare sistemi più riservati”.

Adesso Berlusconi è tornato – occupa radio, televisioni e giornali – ma il Venerabile, fondatore della loggia massonica P2, pare non curarsene troppo. Quell’interlocutore di cui un anno fa parlava usando la prima persona plurale, manca. Anzi, non viene nemmeno citato. Il governo prossimo venturo appare a Gelli come un insieme indefinito di movimenti e partiti, per lo più ingestibili. “Dal mio studio – ha dichiarato ieri – vedo il cielo molto buio. È scuro. Molto. Anche se ci sono i monti. Oltre i monti, però, bisogna vedere quello che ci sarà….”. Una lettura, in realtà, nemmeno troppo imprevista, data la giungla di candidati premier – o presunti tali – di discese e salite in campo poi smentite, di grillini, di Bersani e berluschini. Il difficile sarà far reggere il sistema, a partire dal minuto successivo alla chiusura delle urne. Per tacer di Gelli e del suo studio.

Comments

  1. Lorenzo

    “…o, quantomeno, avrebbe dovuto utilizzare sistemi più riservati”
    Per metterla nel cul0 agli italiani?