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Diritto di critica | October 21, 2020

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E ora Berlusconi rischia l'espulsione dal Ppe

L’Europa non ci sta a farsi indicare come causa della crisi economica in Italia. “Le responsabilità sono del debito eccessivo fatto dai suoi governi”, rispondono Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, e Martin Schulz, presidente dell’Euro-Parlamento. “Monti ha riportato il Paese dove merita di stare”.

Il Ppe contro Berlusconi. Così Berlusconi non solo si ritrova di fronte all’ex nemico in Europa, quello Schulz al quale gli fu dato del “kapò” dal Cavaliere, ma deve fare i conti anche con il “fuoco amico” del Ppe, ad iniziare proprio da Barroso. Infatti, nel Partito popolare europeo, la grande casa “moderata” alla quale Berlusconi ricorda spesso di appartenere, ci sono grandi malumori nei confronti dell’ex premier italiano. Prima il Cav è stato “processato” durante il vertice di dicembre dove ha fatto la sua comparsata Mario Monti per ricevere l’endorsement del Ppe. Poi due giorni fa sono comparsi alcuni poster elettorali del Pdl che affiancavano al logo del partito di Berlusconi quello del Partito popolare. Una mossa che non è piaciuta per nulla a Bruxelles dove i vertici del Ppe avrebbero protestato con vigore tanto da far rimuovere i cartelloni.

Il Cavaliere a rischio espulsione. Berlusconi sta tirando una corda che presto potrebbe realmente spezzarsi. Infatti, non sono gradite le varie esternazioni contro la Ue, contro la Germania e la Merkel. Inoltre, la parola “complotto” a Bruxelles proprio non vogliono sentirla. Così, nella capitale della Ue gira voce che il Cavaliere potrebbe essere espulso dal Ppe, insieme a tutto il suo partito. “Non utilizzi la Ue per scopi elettorali, la crisi è colpa sua”, ripetono come un mantra tra gli scranni del Parlamento europeo.

Il Pdl in Europa messo all’angolo. Mentre Joseph Daul, capogruppo del Ppe, ha annunciato un “processo di monitoraggio”, il Pdl in Europa perde pezzi. A lasciare il gruppo è Mario Mauro che passa nelle liste di Mario Monti. Mauro è stato candidato alla presidenza del Parlamento europeo ma senza successo. Le sue posizioni filo-cattoliche non sono piaciute al Ppe che gli ha preferito l’accademico polacco Jerzy Karol Buzek. L’obiettivo di Mauro è quello di fare da “traghettatore”, cercando di convincere i deputati del Pdl a Strasburgo a convergere in un nuovo gruppo con parlamentari dell’Udc e di Fli. Una mossa che potrebbe mettere nell’angolo, forse definitivamente il partito del Cav.

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