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Diritto di critica | October 24, 2014

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Le promesse mai mantenute della RIV, gli operai in cassa integrazione

Le promesse mai mantenute della RIV, gli operai in cassa integrazione
Redazione

lavoratori Le promesse mai mantenute della RIV, gli operai in cassa integrazione

di Silvia Ilari

Michele Saginario ha ventisette anni e, fino a poco tempo fa, era un operaio del reparto sagomatura alla RIV Srl di Chiusa di Ginestreto (PU). La sua storia s’intreccia con quella di altri suoi 35 colleghi. Due anni fa, l’azienda – che opera nel settore del vetro – è stata acquistata da una holding di Bergamo. A far da tramite con gli operai è principalmente Giampaolo Brambilla un amministratore sulle cui funzioni, Michele si è sempre interrogato.

“A volte diceva: ‘Ci rimetto i soldi anche io’ facendo intendere di aver dovuto impegnare immobili propri, altre parlava come se fosse solo un rappresentante dei soci. Non ho mai capito quale fosse il suo reale ruolo all’interno del direttivo”, continua il ragazzo che alla RIV è anche rappresentante RSU. Dopo il cambio di direzione, i macchinari non funzionanti non vengono riparati e, a un certo punto, non vengono più acquistate materie prime, poiché i fornitori chiedono di essere pagati in anticipo per avere maggiori sicurezze. Una nota dolente giunge poi dagli stipendi dei lavoratori, più volte promessi. “Non abbiamo ricevuto né i soldi di novembre, di dicembre, né le tredicesime”, racconta Michele.

Per diverso tempo, la direzione temporeggia parlando di ricapitalizzazione. “Una ricapitalizzazione che sarebbe dovuta avvenire prima a gennaio, poi ad aprile, settembre, ottobre fino a essere  rimandata ai primi di dicembre del 2012”, fa sapere l’operaio. Nonostante le rassicurazioni e le email in cui si legge di incontri tra i soci per prendere accordi, questa non avverrà mai e sarà rimandata a data da destinarsi.

Nella sede aziendale, il 17 dicembre i lavoratori aspettano Giampaolo Brambilla e il presidente del Consiglio della RIV, Nicolò Pacchiotti Cantoni, come confermato alle rappresentanze sindacali più volte. “Abbiamo atteso tutta la mattinata – racconta il ragazzo – ma non si è venuto nessuno. Hanno sostenuto di aver mandato, alle 10, un’email per disdire, ma il sindacalista Filtea Cgil Claudio Morganti non l’aveva ricevuta. Per questo, ci è stata inoltrata di nuovo. Non abbiamo mai capito se l’avessero inviata davvero prima o scritta sul momento”. Da quell’istante, gli operai optano per lo stato di agitazione. Nei giorni successivi, Brambilla assicura che sarebbe venuto nelle Marche il 21 dicembre per saldare i pagamenti. “Alle 11 l’ho chiamato e mi ha detto che sarebbe venuto a mezzogiorno, finché ha rimandato ancora alle 18”. Al suo arrivo, però, nessuno stipendio viene pagato. Brambilla rimanda al 24, ma stavolta non si presenta affatto: “sembra una barzelletta, ma non lo è…”, commenta Michele.

L’operaio si esprime, poi, sulla gestione della cassa integrazione: “Non c’è mai stato un programma settimanale, siamo stati chiamati per lavorare anche con un preavviso di un’ora, a volte avvertiti a tarda sera, magari con un semplice sms”. “Per questo io e un altro collega – continua – abbiamo stilato un elenco, approvato anche dagli altri, che è stato fatto visionare sia a Brambilla sia inviato all’attenzione dei soci. Inoltre, abbiamo fatto presente le condizioni in cui siamo costretti a lavorare. Non abbiamo nulla in sede per il primo soccorso, né bende, né disinfettanti né cerotti, i macchinari non hanno alcun sistema di sicurezza, la pavimentazione non è a norma. Lavoriamo con una dotazione di scarpe, guanti e mascherine scarsa o assente, pur essendo a contatto con agenti chimici nocivi. Anche dalle mani…si nota”, afferma.

L’ultimo atto della vicenda ha visto in scena le dimissioni di Brambilla e la nuova direzione al centro di una causa. Dall’altra parte, il precedente titolare della RIV reclama l’affitto dello stabile e ottiene, per il 10 gennaio, lo sfratto esecutivo. “A questo punto – dice Michele – siamo in cassa integrazione fino a data da destinarsi…o almeno finché qualcuno si farà vivo”.

Se l’azienda in questione ritiene di dare ai lettori di Diritto di critica una sua versione, saremo lieti di riportarla sul nostro giornale online.

Twitter @Silvia_Ilari

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