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Diritto di critica | September 23, 2020

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L'armata dei giornalisti in politica

RuotoloE’ un piccolo plotone quello dei giornalisti che si apprestano a “salire in politica”, per dirla alla Monti. La maggior parte candidati a sinistra, con l’ex pm Antonio Ingroia, oppure con il Partito democratico di Bersani, altri con Monti, i centristi, il Popolo delle libertà.

La Rai – per iniziare dalla televisione di Stato – fa contare il maggior numero di candidati: Maurizio Torrealta, Corradino Mineo, Augusto Minzolini, Sandro Ruotolo (nella foto). Iniziando dal Pdl, il partito di Berlusconi dovrebbe vedere la candidatura dell’ex direttore del Tg1, inserito in lista per il Senato al secondo posto dopo Berlusconi. A sinistra, invece, vanno Maurizio Torrealta (Rainews24, le Inchieste) candidato con la lista di Ingroia e Corradino Mineo (ex direttore di Rainews24) con il Pd.

Con la lista Scelta Civica per Monti, invece, va il direttore del Tempo, Mario Sechi. Mentre messosi a capo della lista Fare per fermare il declino, Oscar Giannino lascia la nota trasmissione “La versione di Oscar”, per tentare la salita con un Movimento in cui non è stato trascinato ma che ha contribuito a fondare.

Sempre a sinistra, ma questa volta provenienti dalla carta stampata, ci sono Massimo Mucchetti, del Corriere della Sera, e Rosaria Capacchione, storica giornalista anticamorra del Mattino di Napoli, entrambi candidati con il Partito democratico. Mentre concludono l’elenco con Ingroia una firma storica del Fatto Quotidiano, Sandra Amurri, e Saverio Lodato dell’Unità.

Unica voce fuori dal coro, quella di Enrico Mentana che non le manda a dire ai colleghi: “Cari Minzolini, Ruotolo, Mineo, Mucchetti, Giannino, Sechi. Del giornalismo si diceva ‘sempre meglio che lavorare’.Della vostra scelta, pure”.