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Diritto di critica | October 14, 2019

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La ricerca del Censis conferma il calo: meno libri ma di qualità

La ricerca del Censis conferma il calo: meno libri ma di qualità

la ricerca del Censis conferma il calo, meno libri ma di qualitàSempre meno italiani leggono su un supporto cartaceo. L’implacabile fotografia è stata scattata dal Censis, chiamato a studiare il “press divide”, l’indice di estraneità degli italiani al mezzo stampa. I dati dell’istituto di ricerca indicano che la dieta mediatica del nostro paese è sempre meno cartacea: le persone che utilizzavano nel 2002 media audiovisivi erano il 46,6% del totale, mentre gli italiani aperti a Internet erano solo il 17,1%. A dieci anni di distanza la situazione si è capovolta: se i primi sono scesi fino al 25,2%, i fruitori della rete sono avanzati fino al 55,5%.

Il Censis, quindi, certifica un progressivo allontanamento dalla carta e dalle sue caratteristiche di immutabilità, trasmissibilità e capacità di stimolare altri sensi. A una diminuzione della fruibilità, però, segue un apprezzamento della bellezza del libro, sia tra i giovani sia tra gli adulti. La qualità più apprezzata in un volume, secondo i dati del Censis, è il contenuto (74%, 8) realizzato con una bella stampa, che permette una piacevole consultazione. Anche le belle illustrazioni sono molto apprezzate (47%). Il libro si pone sempre più come un oggetto multiforme, un luogo di incontro di diversi linguaggi e la porta di accesso a diverse rappresentazioni artistiche.

Il 76% degli italiani, poi, si dice particolarmente affascinato dalla carta poiché a venire stimolato è il tatto. L’interesse è trasversale: il 75% dei rispondenti di tutte le età considera molto importante il contenuto di un libro, per il 64% dei giovani sotto i 25 anni e il 46-47% degli over 55. La rilegatura, fatta magari a mano, entusiasma i lettori meno: un italiano su tre la vede come una certa indifferenza. La fotografia del Censis sottolinea come, malgrado le informazioni e il sapere viaggino sempre più su supporti elettronici, sta crescendo la voglia di carta, purché sia bella, attraente, di pregio, ben stampata e, soprattutto, che sia il supporto adeguato a un bel sapere, a dei bei contenuti.

“E’ improduttivo – ha spiegato Fabio Lazzari, vice presidente della Fondazione Marilena Ferrari – che ci sia una contrapposizione tra i libri e gli eBook. E’ auspicabile, anzi, una diffusione dei supporti informatici. Auspichiamo, da parte nostra, che ci sia un ritorno alla carta fatta con gli stracci di canapa e non con gli acidi odierni che durano 50 anni al massimo. Così è possibile che il libro si conservi perfettamente integro nei secoli. Il libro – ha ribadito Lazzari – è uno strumento perfetto, si maneggia con una facilità estrema e porta con sé una doppia responsabilità: da un lato riguarda la sensibilità di chi lo produce, quella dell’autore, dall’altra quella di chi lo acquista e lo legge. Il libro rappresenta un oggetto meraviglioso, che ci rappresenta. Un seme che può essere piantato dentro ogni bambino, uno specialissimo luogo di espressione artistica, che trova in Italia un’eccellenza straordinaria”.

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