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Diritto di critica | October 20, 2019

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Tre aerei, ecco il dispiegamento italiano in Mali. E Monti si lamenta

Tre aerei, ecco il dispiegamento italiano in Mali. E Monti si lamenta

Tre aerei. Ecco il dispiegamento italiano in MaliDue C-130 e un B-767. Oltre a 15 militari fino ad un massimo di 24 impegnati in qualità di addestratori. Questi sono i mezzi e gli uomini che il governo italiano invierà a breve in Mali. La missione, che rientra nel mandato della risoluzione dell’Onu 2085, sarà esclusivamente logistica, stando ai mezzi messi a disposizione. Nessun drone da impiegare sul campo di battaglia, né tantomeno uomini al fronte.

Trasporto truppe nel deserto. I due C-130 sono aerei da trasporto e verranno presto impiegati per spostare mezzi e uomini verso il fronte. La Francia ha estrema necessità di questi mezzi e dei piloti italiani in grado di atterrare su piste improvvisate come quelle presenti nel deserto. Il know how italiano acquisito in Iraq e Afghanistan può essere importante per l’esercito francese.

Rifornire in volo gli aerei. Il B-767 è un Boeing adattato per il trasporto del carburante e per il rifornimento in volo di aerei da guerra. Strumento fondamentale soprattutto se gli attacchi dovessero provenire dalla Francia o da basi Nato nel sud dell’Italia. Altri aerei per il rifornimento in volo saranno presto messi a disposizione dei francesi da parte del governo di Washington.

Istruttori in campo. Il personale a terra delle forze armate italiane contribuirà al percorso di istruzione dell’esercito regolare maliano, oggi di fatto allo sbando e male armato, nell’ambito della missione europea EUTM Mali (EU Training Mission in Mali). Inoltre, sul campo ci saranno anche i tecnici e i piloti degli aerei messi a disposizione. L’intervento, che avrà una durata di due-tre mesi, sarà orientato esclusivamente a fronteggiare l’emergenza in Mali, cioè dare supporto alle truppe governative incapaci di contrastare i miliziani del nord.

Un appoggio molto limitato. Insomma, un appoggio piuttosto ridotto rispetto agli annunci iniziali. Non si prevede l’impiego di truppe di terra (ma questo era già noto) mentre non saranno presenti sul campo di battaglia i Predator italiani, gli aerei senza pilota già impiegati in Afghanistan. Proprio ieri, il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha espresso alcuni dubbi sulla situazione politica interna che “non permette una forma diretta di sostegno, seppur in ambito logistico”. Secondo il ministro, “mancano le condizioni per far passare una legge, un provvedimento normativo che consenta di dare un sostegno più diretto sul piano del carattere logistico delle operazioni. È questo il punto che non mancheremo di approfondire”.

Monti polemico. Più polemico è stato certamente il presidente del Consiglio, Mario Monti che ieri mattina alla trasmissione Omnibus su La7 ha criticato l’atteggiamento parlamentare dei tre principali partiti che hanno sostenuto l’attuale governo. “Ho chiesto ai segretari dei tre partiti della maggioranza di pronunciarsi sull’ipotesi di dare supporto logistico alla Francia in Mali, ma ci hanno detto di no”. Stupore tra le fila del centro-sinistra. Il partito democratico chiede che il premier chiarisca, mentre Emma Bonino vuole sapere se ci fossero “ulteriori richieste avanzate dal governo direttamente ai tre segretari (Bersani, Alfano e Casini – quest’ultimo non ricopre un ruolo ufficiale nell’Udc | ndr)” ma delle quali “il Parlamento sia all’oscuro”.

Sotto elezioni. Un piccolo giallo che per ora non trova conferme o smentite da parte del premier. Semplice utilizzo del Mali a fini elettorali o effettivamente i partiti hanno abilmente evitato di prendere una qualsiasi decisione più impegnativa, cercando di evitare di toccare l’impopolare tasto delle missioni militari all’estero? Secondo autorevoli fonti delle Forze armate, “i partiti stanno sfruttando il fatto che il Parlamento sia sciolto per evitare di prendere concrete decisioni in merito, soprattutto nei confronti dei partner europei”.

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