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Diritto di critica | October 21, 2020

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Queste non sono elezioni per giovani

berlusconi-monti-bersani-130201171421_mediumIL GRAFFIO – Queste non sono elezioni per giovani. Non affrontano tematiche che interessano i giovani. Sono portate avanti da leader vecchi, politicamente fritti, in molti casi sopravvissuti a ere geologiche e crisi di governo tali da averli resi ormai inossidabili al tempo. E’ un minestrone elettorale – quello che sbattono in faccia agli italiani – che parla soprattutto a quella media borghesia che continua a fare da ammortizzatore sociale all’esercito di ragazzi e ragazze che altrimenti da soli non potrebbero mai arrivare alla fine del mese. E’ ai primi e non ai secondi che parla Berlusconi quando cita l’Imu. Dei giovani, in realtà, non importa nulla a nessuno. Non alla sinistra che li cita senza mai enunciare provvedimenti concreti, non alla destra (ancora freschi sono gli epiteti usati da Brunetta quando era ministro). Come non importano più di tanto i temi del lavoro, della disoccupazione del precariato.

Ma per dare la tara della campagna elettorale, basti dire che a contendersi il guiderdone sono ancora i soliti noti più un outsider. Mario Monti (l’outsider fresco venuto, appunto), Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconi (i soliti noti). Non che il giovanilismo sia sinonimo di scaltrezza politica – nessuno mai oserebbe pensare una simile castroneria – ma di certo quanto i vecchi hanno fatto fino ad oggi – i soliti vecchi, verrebbe da dire, i veterani della politica – fa acqua da tutte le parti: mancano serie politiche per la crescita, per il sostegno alle start-up, manca un piano organico di recupero delle scuole (non quelle private!), di sostegno allo studio, all’università, alla ricerca, così come mancano serie riforme per l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

Eppure, la politica assomiglia, ancora una volta, alla gerontocrazia cui siamo stati abituati per anni. Crini fulvi e bianchi, ceroni da telecamera e nulla più. E si parla dell’Imu per non parlare di quella che molti definiscono una “Generazione perduta” (che forse per molti anni ancora non avrà una “prima casa”), si parla dell’articolo 18 per non dover affrontare il problema del precariato e di quanti – la maggior parte – si accontentano di qualsiasi mansione perché vivono senza tutele.

No, decisamente queste non sono elezioni per giovani. E non lo sono la politica né i leader.

Comments

  1. lucaschiavoni

    Giannino, Ingroia e quasi tutti i candidati M5S sono giovani (Cancelleri ha 37 anni) . Alfano che in teoria è candidato premier è giovane… che poi siamo in una gerontocrazia ok, vero.