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Diritto di critica | July 6, 2020

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Il caffè di Berlusconi

caffe_berlusconiIL GRAFFIO – L’Imu, i 4 milioni di posti di lavoro, la soglia dei mille euro per il pagamento in contanti (manna dal cielo per chiunque voglia riciclare denaro). La campagna elettorale del Cavaliere è un minestrone di promesse che nascondono un inganno di fondo. E’ come se un amico vi invitasse al bar promettendovi di farvi risparmiare l’euro del caffè, salvo poi farvi pagare tre euro il cornetto. Perché a fronte dell’elenco di proposte che il Cavaliere vorrebbe mettere in campo per rispondere agli istinti più bassi della pancia degli italiani – portafoglio, portafoglio e ancora portafoglio – in pochi considerano che il premier sta facendo i conti senza l’oste: si tratta di ipotesi, di numeri “da campagna elettorale” (e ben lo si è visto durante l’intervista a Ballarò con Giovanni Floris, in cui l’ex premier, inchiodato sulle ipotesi e le previsioni di spesa, non ha fornito alcun dato).

L’importante, infatti, e Berlusconi lo sa benissimo, adesso non è convincere “dati alla mano”, ma dare la percezione di volersi prendere l’impegno su alcuni punti importanti del programma, tanto cari allo stomaco debole dei cittadini. E con i conti in ordine – il merito adesso è di Monti – magari il Cavaliere spera di poter razziare un po’ qui e un po’ là, nella convinzione che tanto – dopo di lui – qualcun’altro metterà in ordine di nuovo le disastrate casse dello Stato. Per tacer del debito, ovviamente, che tanto – si sa – quello aumenta sempre: e poi in caso di emergenza c’è l’Europa. Ha salvato la Grecia, salverà anche l’Italia.

Quella di Berlusconi, dunque, è una campagna elettorale di ipotesi, di dichiarazioni buone per un titolo, è il one man show che deve conquistare l’applauso del momento, con un livello di soddisfazione che sia bastevole da qui ai prossimi quindici giorni. Da consumarsi entro il 24-25 febbraio 2013.

Twitter@emilioftorsello

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