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Diritto di critica | July 14, 2020

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Berlusconi, le false promesse della cauzione e del ponte

Silvio Berlusconi during an electoral meetingBerlusconi show al Teatro Politeama di Palermo. “Ho un sogno: attraversare il Ponte sullo Stretto prima di morire”, la stessa promessa fatta nel 1994 agli elettori siciliani. Non gli son bastati 4 governi per farlo, pensa di riuscirci ora? Non solo, il Cav lancia un’altra granata per scuotere l’elettorato: cauzione per evitare il carcere. Una proposta già morta sul nascere, sarebbe anticostituzionale. E’ su queste promesse – ripetutamente deluse, inattuabili, vuote – che gli elettori dovrebbero scegliere di nuovo Silvio?

Nuove chimere. Silvio Berlusconi propone di introdurre in Italia la cauzione, una somma di denaro da pagare per evitare il carcere prima della condanna definitiva. Aldilà del fatto che la cauzione già esiste, in un singolo caso ben preciso (cauzione di buona condotta), quello che propone il Cav è una legge anticostituzionale. Lo dice anche l’ex alleato Gianfranco Fini: “creerebbe forti disparità tra cittadini”. E’ evidente: chi può pagare la cauzione (somma da decidere in base a cosa? al reddito? standard? non si sa) non passerebbe mai per il carcere, chi non può ci andrebbe in silenzio. Una legge simile sarebbe molto più che ad personam: è ad castam, ovvero una legge pensata per evitare la pena a chi ha denaro – e che, spesso, è indagato per reati contro il patrimonio o contro lo Stato (corruzione, peculato, bancarotta fraudolenta, etc).

Un esempio ‘pane al pane’. Vediamo bene la proposta: sei indagato per un reato, il giudice ravvisa la necessità dell’arresto (custodia cautelare preventiva) e conferma il fermo. Alla prima udienza, si stabilisce la possibilità degli arresti domiciliari o del carcere. Berlusconi vorrebbe aggiungere una terza alternativa, ovvero pagare. Che vale, ovviamente, solo nel caso in cui i giudici ravvisino rischi di reiterazione del reato o inquinamento di prove, cioè i più gravi (altrimenti concedono gli arresti domiciliari, evitando il carcere già sovraffollato). Ecco dunque l’idea del Cav: se sono indagato, sotto processo e pericoloso per la giustizia, posso cavarmela pagando una somma di denaro. Non stupitevi, per lui (e per Alfano, Schifani, Romano, Prestigiacomo e i supporter che lo applaudivano al Politeama) è ragionevole.

Vecchie illusioni. Al Teatro Politeama di Palermo, Silvio Berlusconi ripete anche frasi e motteggi di 19 anni fa. Forse è la vecchiaia, forse la certezza che il vecchio non passa mai di moda. Torna la barzelletta del Ponte sullo Stretto (“il mio sogno è attraversare il ponte prima di morire), proprio come fece nel 1994. Una barzelletta, perché il Ponte non è una soluzione realistica (nè 19 anni fa nè ora): per 4 volte Berlusconi è stato premier (un totale di 3790 giorni nella stanza dei bottoni) con maggioranze solide, e non è riuscito a farlo passare. A suo dire, avrebbe dedicato 32 consigli dei ministri a questo progetto: vien da chiedersi, se il suo sogno è davvero questo, perché non sono bastati.

Memorandum ‘Stretto’. Da ricordare due elementi, quando Berlusconi promette lo Stretto. Nell’ottobre 2011 l’Unione Europea ha escluso il progetto dalle opere pubbliche destinate a ricevere finanziamenti comunitari: non è considerato essenziale. Il 27 ottobre 2011 il Parlamento – a maggioranza di centrodestra – approva la soppressione dei finanziamenti per la realizzazione del Ponte di Messina. Colpa della sinistra? Mica tanto. La maggioranza del Pdl preferì astenersi, come se il “sogno” del loro leader non gli interessasse. Addirittura, alcuni fedelissimi votarono a favore della soppressione: Denis Verdini, coordinatore Pdl, Aurelio Misiti, sottosegretario responsabile del progetto e rappresentante del Governo Berlusconi, le ministre Mariastella Gelmini e la rossa Michela Vittoria Brambilla. C’era pure Crosetto nel manipolo dei “traditori”. Come può esser credibile la proposta di B. se il suo stesso Popolo della Libertà l’ha cestinata?

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Comments

  1. commentare………!!!!!!!!! disturbato mentale