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Diritto di critica | March 30, 2020

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Ora Bersani fa la danza della pioggia

BersaniA forza di smacchiare il giaguaro al Pd ora non resta che incrociare le dita. Dopodomani si saprà chi avrà vinto queste elezioni. Ma, fonti interne al Pd, dicono che “Bersani oggi sta facendo la danza della pioggia (e della neve)”. Il brutto tempo e il freddo potrebbero scoraggiare i più indecisi che tendenzialmente potrebbero votare Grillo o Berlusconi. E ci si attacca alla danza della pioggia, dopo aver dissipato un patrimonio enorme, anche per colpa di clamorosi errori di comunicazione. Mentre tra gli addetti ai lavori qualcuno si chiede: e se ci fosse stato Renzi a guidare il partito in questa campagna elettorale?

Bersani vs. comunicazione. È sufficiente riguardare i video dei comizi tenuti da Bersani insieme a Renzi. Il primo, monotono, non riesce a scaldare nemmeno la sua piazza. L’altro sa far almeno sorridere. Ma, tant’è. Il candidato e lui, Bersani da Bettola. Lo sapevano già che il suo punto debole è la comunicazione. Ma invece di avere consigli utili, sembra che gli esperti della comunicazione del Pd abbiano fatto solo altri danni.

Il colpevole silenzio. Prima il silenzio dopo le primarie. Un errore che è costato un milione di voti. Il Pd, dopo la sfida Bersani-Renzi ha creduto di avere la vittoria in pugno. Eppure il ritorno di Berlusconi, sottovalutato come nel 2006, ha fatto vacillare le certezze granitiche di chi vedeva il centro-sinistra sicuramente vincente. Così, Bersani è stato chiuso nello sgabuzzino con il terrore che se avesse parlato avrebbe soltanto peggiorato le cose.

Senza un sogno. Poi, il recupero del Cavaliere – non fulminante ma comunque abbastanza rapido – ha spinto i comunicatori del Pd a rimettere in campo il segretario al grido di “serietà”. “Noi siamo seri, non come Berlusconi”, ha ripetuto più volte Bersani nei comizi e in tv. Ma alla fine nel Pd hanno dimenticato che Berlusconi ha vinto tante volte raccontando barzellette. Idee nel Pd ne hanno tante ma poche sono arrivate all’elettorato. È mancata ancora una volta in Bersani la capacità di saper trovare formule semplici, comprensibili. E poi è mancato un sogno. La gente ha bisogno di sognare. Altrimenti poi non vota. Questo non significa promettere cose che non si possono mantenere, significa spiegare che da questo voto può nascere un’Italia diversa. Così – e tardivamente –, è stato risponverato Matteo Renzi e spedito in tv e nei comizi. Ma il risultato, in alcune situazioni, è stato quello di aver talvolta offuscato lo stesso Bersani.

La politica del giaguaro. Ora che anche Grillo sembra stia in grande crescita e il (futuro) alleato Mario Monti in grossa difficoltà, al Pd non sono riusciti a partorire niente di meglio che uno sketch con il giaguaro di peluche nel salotto buono di Bruno Vespa e un video sul tetto del Nazareno dove dirigenti e funzionari del partito si sono fatti riprendere in una specie di flash mob al grido di “Lo smacchiamo, lo smacchiamo…”. Intanto Berlusconi spedisce agli italiani la lettera per il rimborso dell’Imu.

Ora non resta che affidarsi alla danza della pioggia. Solo quella può fermare Grillo e Berlusconi. Ma deve venirne giù veramente tanta.

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