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Diritto di critica | October 25, 2014

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Il Parlamento dei debuttanti precari, ma testardi

Il Parlamento dei debuttanti precari, ma testardi

 Il Parlamento dei debuttanti precari, ma testardiSono ‘strani‘ per Montecitorio. Non militano da anni in un partito, non hanno scalato gerarchie, non provengono tutti dalla solita laurea in Giurisprudenza. I grillini hanno pochi punti in comune tra loro, a volte solo le 5 essenziali stelle del simbolo e basta: ma, assicurano, “abbiamo tutti il nostro curriculum, non cadiamo dal pero”. Una piccola carrellata di nomi e facce per capire: bisogna aver paura, o apprezzare il cambiamento che portano?

Rossi e verdi. Facciamo qualche nome. Vito Petrocelli, ex militante dei Comitati di appoggio alla resistenza per il Comunismo: li abbandonò quando divennero Rifondazione, in quanto troppo “leninisti”. Da sempre lotta contro le trivellazioni petrolifere in Basilicata, in un Far West normativo e politico senza eguali nello Stivale. Forse è un nostalgico, ma la sua linea di lotta è notevole. Dalla sinistra arriva anche Manuela Serra, insegnante di sostegno precaria e prima senatrice sarda. Viaggia con una borsa piena di proposte, dalla bonifica ambientale ai trasporti, e propugna il referendum popolare sull’euro. Matteo Montero, perito chimico savonese di 38 anni, si batte da 4 anni contro l’ampliamento della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure: crede nel downshifting e rifiuta il consumismo.  Senza dimenticare Bartolomeo Pepe, fan di Chavez e del modello economico-sociale venezuelano.

Anche europeisti (sul serio). Anche nel Movimento 5 Stelle ci sono gli europeisti. Cristina De Pietro viene dal quartiere borghese di Albaro, a Genova, e ai vestiti “etnici” di sinistra preferisce il tailleur. Eppure partecipa al movimento con la sua esperienza di avvocato specializzato in affari europei, con diversi anni di lavoro a Bruxelles sul curruculum. E proprio a Roma vuol portare un fitto programma di semplificazione per far arrivare alle piccole e medie imprese i fondi dell’Unione Europea. 

Da temere o da capire? I debuttanti del M5S non sono i classici doppiopetti della politica. La maggioranza è precaria, giovane, ambientalista (24 di loro aderiscono alla Lega Anti Vivisezione), combatte battaglie civili che altri preferiscono evitare. L’esclusione è forse l’elemento chiave per capirli: sono i “testardi” isolati dalla maggioranza della gente, perché petulanti o troppo difficili da ascoltare. Sono quelli a cui cerchi di tappare la bocca gridando “Vabbè, allora che vuoi fare, cambiare il mondo?”. Ecco, è con loro che dovremo fare i conti. E capire la loro visione delle cose: frontale. Dal lato più difficile, sempre. Forse li ringrazieremo per questo, forse li odieremo. Ma se ne riparla alle prossime elezioni: per ora, vediamo che proposte sapranno fare e che politica riusciranno a costruire. 

Comments

  1. ErPanfi

    Davvero bello. Grazie, Sirio!

  2. Gentilissimi amici del movimento 5 stelle, prima di tutto vorrei dirvi che sono fiero di avervi votato e ho la piena fiducia in tutto ció che il movimento rappresenta.

    Sono nato in Venezuela figlio di emigranti italiani, sí quelli con la valigia di cartone e ne vado fiero del coraggio e l’intrapendenza dei miei genitori benché le nuove generazioni di italiani “rimasti” spesso se ne vergognino. Io sono nato e cresciuto in Venezuela ed è un paese che conosco molto bene per esperienza personale e per confronto con l’Italia. Ho 48 anni, e sono vissuto praticamente 23 anni in Italia e 25 anni in Venezuela.

    Detto questo, devo dire che debbo fare subito un appunto su qualcosa che mi preoccupa MOLTO, ANZI MOLTISSIMO: Il modello Chávez propagandato dal neo-eletto senatore Bartolomeo Pepe. Credetimi che se le sue dichiarazioni sono la posizione ufficiale del M5S, allora debbo dirvi che state parlando senza cognizione di causa riguardo al modello di Chávez che si è rivelato totalmente fallimentare: il Venezuela oggi ha i livelli di CORRUZIONE più stratosferici mai conosciuti nella sua storia, per non parlare poi dei più di 16.000 morti ammazzati l’anno di cui il 98% rimane senza un processo e senza un colpevole. Cifre ufficiali perché quelle extra-ufficiali parlano di più di 20.000 e nella mia esperienza personale non ho un solo amico o familiare che non sia stato derubato diverse volte nell’arco degli ultimi 14 anni. Quindi livelli di conflittualità sociali senza precedenti promossi a partire dal Presidente stesso ( costui invisibile al momento) attraverso interminabili messaggi a rete unificate dove si professa odio e rabbia da anni e anni ormai. TUTTO DOCUMENTABILE.

    Ho conosciuto il Venezuela pre-Chávez, non era certo un paese sicuro se paragonato all’Italia in termini di delinquenza, ma di certo non era il secondo paese con la tassa di omicidi più alta al mondo, secondo solo all’Honduras e quindi più pericoloso di Iraq e Afghanistan messi assieme per numeri di morti assasinati.

    Là il voto partecipativo scritto nella costituzione si compra con 4 kili di farina o con un elettrodomestico strategicamente donato dal governo oppure se lavori nella pubblica amministrazione, sotto la minaccia di perdere il posto di lavoro i cui stipendi sono da fame dopo la bellezza di 14 anni di rivoluzione-bonita, come la chiamano loro.

    Inoltre, l’obbligatorietà Costituzionale di massimo due mandati è stata cambiata e sostituita con la rielezione indefinita del Presidente e quindi in NETTA contraddizione con la posizione del M5S: 2 mandati al massimo e poi via, che condivido pienamente perché il potere corrompe e corrompe TUTTI.

    Per concludere dico che una cosa è ciò che è scritto sulla carta (Costituzionale) un’altra cosa sono i fatti e la sostanza ed i fatti e la sostanza del Venezuela sono ben diversi da quelli scritti sull carta o da quelli messi in circolazione dalla propaganda di regime a rete unificate.

    Il discorso al riguardo potrebbe andare avanti per ore, ma è inutile farlo in questo primo accenno se non avrò un riscontro sereno col moviement 5 stelle.

    Ripeto, sono fiero di aver votato M5S perché voglio ed esigo di vivere in un paese democratico dove i corrotti come i Berlusconi e i Penati e i Mussari vadano in galera ma non penso di certo che sostituirlo con un modello ideologizzato dai risultati catastrofici come quello venezuelano siano la strada a seguire, perché se veramente i modelli da seguire sono ancora Cuba o il Venezuela, allorà si che passeremo dalla padella alla brace di carboni ardenti.