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Diritto di critica | October 26, 2014

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Ora Berlusconi “statista” aspetta che Bersani fallisca

Ora Berlusconi “statista” aspetta che Bersani fallisca

Berlusconi Ora Berlusconi statista aspetta che Bersani falliscaInsieme a Grillo è stato il vero vincitore. Ha salvato la nave che stava affondando. Si è battuto senza paura e alla fine è riuscito a non farsi “smacchiare”. Silvio Berlusconi è resuscitato per l’ennesima volta. Lasciando la sinistra a bocca aperta per la seconda volta. Nel 2006 si diede la colpa a Prodi, troppo remissivo nel confronto tv. Questa volta il dito è puntato su Grillo. Ma rimane un fatto. La sinistra ha problemi con la comunicazione. Mentre lui, il tycoon della tv, anche di fronte a risultati deludenti nell’opera di governo e nonostante palesi cadute di stile – come quella a Green Power – rimane sempre lì: nel cuore di un terzo degli italiani.

L’inossidabile Berlusconi. Il giaguaro non è stato smacchiato. Ma non c’è stata nemmeno la rivoluzione grillina del “Tutti a casa”. A casa, a parte Fini e Di Pietro, non c’è andato nessuno. Piuttosto, tutto è rimasto come prima. Berlusconi è ancora lì, determinante. Bersani si lecca le ferite e ancora non crede al risultato di lunedì. In tutto questo si è inserito Grillo come una crepa in un muro dopo un terremoto. Solo una grossa crepa del 25%, ma la casa è ancora in piedi.

Dopo l’Imu e il bunga-bunga, torna lo statista. Dopo la chiusura della campagna elettorale Berlusconi è rimasto in silenzio. Solo un video-messaggio di 40 secondi. Via le risate, i saltelli e le battute della campagna elettorale. Torna in video e affida al web la sua diffusione. Dimesso e impettito, eccolo di nuovo nei panni del grande statista. “C’è bisogno di un governo” e tende la mano a Bersani. Una stretta di mano che lo stesso segretario del Pd – nonostante l’insistenza di D’Alema – sa che potrebbe trasformarsi in un abbraccio mortale.

“Bersani dovrà parlare con me”. Il Cavaliere per ora lascia fare: “Bersani vuole un governo con Grillo? Faccia pure. Poi però dovrà tornare da noi”. Lui è convinto che il comico genovese “non si farà incastrare dalla sinistra” e che alla fine un governo si dovrà fare. E a quel punto – magari mandando avanti Angelino Alfano – riuscirà a pesare nelle trattative. Nei giorni scorsi si era parlato della necessità di un salvacondotto per i processi: Unipol, Ruby e ora anche la compravendita dei senatori. Certo, l’ultimo scandalo pone un’ipoteca sulle future trattative con il centro-sinistra ma poi quello che conterà saranno i numeri in Parlamento.

Le false promesse vincenti. Per ora l’unica certezza è che Berlusconi non dovrà ripagare l’Imu agli italiani. Né di tasca propria, né come premier. È stata una promessa che ovviamente non poteva mantenere ma che gli è valsa una vittoria, per quanto azzoppata. E la sua vittoria non era tornare a Palazzo Chigi, ma rimanere influente in Parlamento. Obiettivo raggiunto.

Twitter: @PaoloRibichini

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