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Diritto di critica | September 24, 2014

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La metà degli italiani vota i “salvatori della Patria”: Grillo o Berlusconi. Per tacer del populismo

La metà degli italiani vota i “salvatori della Patria”: Grillo o Berlusconi. Per tacer del populismo
Emilio Fabio Torsello

imu 185x185 La metà degli italiani vota i salvatori della Patria: Grillo o Berlusconi. Per tacer del populismoIL GRAFFIO – Oltre la metà degli italiani è disposta a lasciarsi abbindolare dal populismo e dalle promesse di sedicenti salvatori della patria, i partiti o movimenti a conduzione unica, disposti a “mandare tutti a casa” (dov’è la pars construens?) o a smerciare promesse impossibili. Basta guardare i voti raccolti dal comico genovese e da Silvio Berlusconi per rendersi conto di quanto sia facile – con le parole e una manciata di vaffanculo galvanizzanti all’indirizzo della classe politica, dei giornali e del sistema – condizionare l’esito elettorale, raccattar folle plaudenti, fare notizia e farsi inseguire durante la rincorsa elettorale. Salvo non confrontarsi mai in televisione – ed è il caso di Grillo – né mai far passare il programma elettorale al vaglio dei giornalisti e degli esperti: chi critica è un falso, un infiltrato, una spia. Va cacciato: vedi i diktat nei confronti di Favia e Salsi (ma non solo).

Sull’altro fronte, Silvio Berlusconi ha abbindolato molti con la letterina sull’Imu e altre fesserie che avrebbe attuato se avesse vinto le elezioni. Peccato fosse chiaro a tutti come una simile possibilità – una vittoria netta – sarebbe stata quanto mai remota. Ma Berlusconi non voleva vincere, voleva partecipare per risultare essenziale, per esserci e contare. E ce l’ha fatta. Ha realizzato tutto nei tempi e nei modi che aveva previsto: non gli toccherà nemmeno realizzare le promesse, potrà dare la colpa agli altri partiti.

Gli italiani, nel frattempo, l’hanno votato. Il Cavaliere ha recuperato ben 15 punti, altri leader sarebbero stati considerati politicamente finiti. Non lui, non Berlusconi che, consapevole della “pasta” di cui è fatto un certo elettorato, aizza le folle con lettere e promesse.

E tra leader che urlano da un palco contro tutto e tutti ed ex capi del governo quasi ottuagenari che promettono l’impossibile, l’Italia è sull’orlo dell’ingovernabilità. Ancora ammaliata dai salvatori della patria. Il dramma è che – stando ai precedenti – si impiega almeno un ventennio a capire che il flautaio magico era solo un’illusione. E che la patria è sempre lì, sempre in bilico. Per tacer di quanti, convinti di vincere, sono rimasti fermi.

Twitter@emilioftorsello