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Diritto di critica | October 22, 2014

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Gli annunci di lavoro? Solo in Italia sono misteriosi

Gli annunci di lavoro? Solo in Italia sono misteriosi

annunci lavoro 246x185 Gli annunci di lavoro? Solo in Italia sono misteriosi“Cercasi laureato in elettronica con esperienza nel settore”; “Estetista cercasi in zona centro per lavoro a percentuale max serietà con voglia di lavorare max 30 anni bella presenza”. Il mistero aleggia sempre introno agli annunci di lavoro costantemente pubblicati su siti internet e sui giornali. Non è dato sapere chi assuma.  Rimane sempre un grosso punto interrogativo. È possibile conoscere solo il quadrante geografico dove potrebbe avere sede l’azienda interessata ma non ci sono indicazioni più dettagliate. In alcuni casi è addirittura difficile capire per quale tipo di lavoro stiano cercando candidati. Naturalmente, nulla è scritto relativamente allo stipendio e se è previsto (cosa oggi non affatto scontata) e la tipologia di contratto.

Difficile evitare gli annunci “truffa”. Lunghi elenchi di annunci generici gettano nello sconforto il lettore. Massima attenzione nel decifrare quelle frasi telegrafiche per evitare di essere vittime di annunci camuffati di aziende che ricercano venditori a porta a porta o peggio ancora accompagnatrici. Un’anomalia tutta italiana. Un anonimato eccessivo e in molti casi poco giustificabile, in netto contrasto con realtà straniere che mostrano un approccio al recruitment  del tutto diverso. Ma perché in Italia non funziona allo stesso modo? Perché, data la situazione già difficile, non si gestisce meglio questo servizio tanto a livello pubblico quanto privato?

In Gran Bretagna invece… Basta un clic per entrare in un mondo tutto nuovo. Nel Regno Unito i siti che si occupano della pubblicazione periodica delle offerte lavorative sono esattamente quello che chiunque vorrebbe quando è alla disperata ricerca di un lavoro. Con la massima precisione vengono elencati tutti i dettagli della posizione aperta. Tra le primissime righe compare chiaramente scritta la retribuzione prevista. Quasi nessuna sotto i mille euro. A seguire chi assume, quale sarebbe il luogo di lavoro, che tipo di mansioni si è chiamati a svolgere. I lavori sono ordinatamente divisi per tipologie e quelli appena usciti messi in evidenza. Sono addirittura indicati data e luogo del possibile colloquio. La risposta ad una delle offerte non prevede lunghe e complicate iscrizioni al sito all’interno del quale il proprio CV si perde e non sempre si sa nelle mani di chi andrà a finire. Sintesi, chiarezza, trasparenza sono le caratteristiche che si notano immediatamente. Se è vero che molto probabilmente le possibilità lavorative nel Regno Unito sono superiori rispetto a quelle in Italia, prima e il fatto che al di là della Manica è più facile cercare un’occupazione ed evitare trappole.

Ridare utilità agli uffici per l’impiego. In un periodo in cui l’Italia sta conoscendo una disoccupazione da record forse la gestione di questo settore dovrebbe essere più accurata. Laddove troneggia la dubbia utilità degli uffici per l’impiego che sembrano rappresentare un ulteriore spreco di denaro pubblico, sarebbero necessari degli interventi più mirati e severi nei confronti di chi si occupa della gestione delle risorse lavorative inutilizzate per evitare anche che il lavoro non si trovi perché non è chiaro chi e cosa stia cercando. Perché, come si ripete spesso negli annunci, “no perditempo”.

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