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Diritto di critica | September 23, 2020

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Annunziata-Alfano, lite su impresentabili al Colle

Annunziata-Alfano, scontro in diretta sul Colle


annunziata alfanoLite in diretta tra il segretario del Pdl Angelino Alfano e Lucia Annunziata durante la trasmissione “In 1/2 ora”. Alfano sfoggia sicurezza: ”Perché non dovremmo avere il Colle?” “Perché siete impresentabili”, ribatte la conduttrice. Una risposta che le costerà mezza puntata di lite e insulti pesanti, da Alfano alla Mussolini e Santanchè. La linea del Pdl è sempre la stessa: “Con quale autorità si permette di dire questo a chi ha ottenuto così tanti voti?”.

Non è facile intervistare un leader “moderato”. Anche quando è Angelino Alfano, leader di nome ma non di fatto del Pdl, e quando l’argomento è di buonsenso comune: il Quirinale. Ma vediamo i fatti. Durante l’intervista al segretario del Popolo della Libertà, Lucia Annunziata ha chiesto delucidazioni sulla nomina del Presidente della Repubblica. “Vorreste offrire il supporto esterno a Bersani in cambio della nomina del successore di Napolitano?“, chiede la giornalista stupita. Per Alfano non c’è nulla di strano: “perché il centrodestra non può avere un capo dello Stato?”. 

Risposta: perché no. Il Presidente della Repubblica è anche Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Come può ricoprire questa carica un esponente del partito che da vent’anni si scaglia contro la legittimità del lavoro dei giudici? Lo dimostra la manifestazione – aspramente critica – dei deputati Pdl sotto la Procura di Milano. Un attacco diretto alla Boccassini, perché – come sempre – si “permette” di perseguire Berlusconi, a loro dire esonerato da tali piccolezze a causa dei voti ottenuti.

Non è solo un problema di Csm. Il Pdl non ha nomi “super partes” da candidare al Colle: il meglio che aveva da offrire era Renato Schifani, ex presidente del Senato (il suo nome è saltato fuori anche stavolta, grottescamente opposto a Piero Grasso). Un uomo accusato dai pentiti Gaspare Spatuzza, Antonino Mandalà e Stefano Lo Verso di essere stato referente politico della mafia negli anni ’80 e ’90.

Le parole di Lucia Annunziata (“perché siete impresentabili“) hanno scatenato il vespaio. “Lei ha detto una cosa pesante ma soprattutto ingiusta”, ha risposto Alfano. “Con quale autorità si permette di dire questo a chi ha ottenuto così tanti voti dagli italiani?”. Il punto, ancora una volta, è la legittimità politica, che esimerebbe – secondo il credo diffuso nel Pdl – dal riscontro giudiziario. Ma si può essere popolari e colpevoli, le due cose non sono in antitesi.

La giornalista ha chiesto scusa, ma tenendo il punto. “Mi scuso per il mio giudizio molto franco, ma ognuno deve prendersi le proprie responsabilità”, insiste la Annunziata. Non è bastato: ormai è bollata come comunista anti-berlusconiana. “Voi della sinistra avete disprezzo per il popolo italiano, perché non si insulta così chi ha preso tanti voti dal popolo italiano”, ribatte il segretario Pdl.

Il fuoco di fila prosegue con la Santanchè (“impresentabile è lei, non chi manifesta contro la persecuzione giudiziaria del proprio leader”), la Mussolini (“ha insultato milioni di italiani che pagano il canone Rai, la censura non basta”), Lainati. Ma il punto resta, e la risposta – quella sì – spetta agli italiani: si può chiedere il Quirinale e marciare contro i giudici? Contro l’unico organo di controllo che questo Stato ha verso una politica altrimenti impunita?

Comments

  1. l’annunziata dovrebbe andare a scuola di giornalismo. Per il 90% delle sue interviste cade nella cacca.

  2. capisco che in politica dire la verità è molto difficile, senza rischiaare di essere tacciati come comunisti, ma se questo servrebbe a dirla , allora vorrei vivere in un mondo di comunisti.