Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | October 29, 2020

Scroll to top

Top

I Fratelli musulmani contro la Dichiarazione per i diritti delle donne, "Vìola la Sharia"

Fratelli musulmaniLa dichiarazione dell’Onu per i diritti delle donne è una clamorosa violazione della Sharia”. Così i Fratelli Musulmani egiziani hanno definito la carta presentata la scorsa settimana alla 57° sezione della Commissione sulla condizione femminile, funzionale al Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC) delle Nazioni Unite e istituita nel 1946.

Secondo la Fratellanza un codice internazionale per combattere la violenza sulle donne porterebbe alla disintegrazione della società. Al Arabiya cita una dichiarazione apparsa sul sito officiale dell’organizzazione:

Questa dichiarazione, se ratificata, porterebbe a una totale disintegrazione della società e sarebbe senza dubbio il passo finale verso un’invasione intellettuale e culturale dei paesi musulmani, eliminandone la specificità morale che aiuta a preservare la coesione all’interno delle società islamiche”.

Secondo la Fratellanza infatti tale dichiarazione contraddice i principi dell’Islam e ha l’obiettivo di distruggere la famiglia. Sono diversi i principi non graditi, come quello sulla libertà sessuale della donna, il diritto di sposare uomini non-musulmani, il diritto di denunciare e portare i propri mariti in tribunale per stupro, la libertà di usare contraccettivi, il diritto di lavorare e viaggiare liberamente e la parità di diritti per omosessuali e lesbiche.

Soad Shalaby, portavoce del Consiglio Nazionale Egiziano delle Donne, si chiede come sia “possibile che questa dichiarazione porti alla disintegrazione della società? Al contrario conduce verso un’integrazione della donna nel tessuto sociale”. La Shalaby ha inoltre aggiunto che le dichiarazioni della Fratellanza sono legate a una errata interpretazione dell’Islam, religione che mai incoraggia la violenza sulle donne ma che, al contrario, da loro i diritti.

La Fratellanza ha però chiesto ai leader dei paesi islamici e ai loro rappresentanti all’Onu di condannare e rifiutare tale dichiarazione. Un segnale preoccupante che porta a delle riflessioni; in primis se maggiori diritti per le donne e per gli omosessuali comportano la disintegrazione di una società, come dichiarato dalla Fratellanza, allora forse è il caso che tale società riveda drasticamente i propri principi coesivi in quanto la privazione dei diritti non può in alcun modo fungere da base per una presunta coesione sociale. Il termine “specificità morale” presente nella dichiarazione risulta discutibile visto che, come affermò il defunto prof. Gabriele Mandel, di religione musulmana, “la morale è spesso basata su preconcetti, plastica e soprattutto ipocrita; sulla base dei preconcetti la morale ha troppe volte acceso roghi e innalzato patiboli”.

Non risultano poi chiari quei principi islamici che, sempre secondo la Fratellanza, sarebbero in contrasto con la dichiarazione per i diritti delle donne e in base a quali fonti. Sempre il prof. Mandel durante una conferenza illustrò infatti come il Corano concede pari diritti a uomini e donne e darebbe alle donne totale autonomia per quanto riguarda argomenti delicati come l’aborto:

“…il Corano ha liberato la donna dal degrado preislamico, conferendole gli stessi diritti degli uomini, tutelandone le proprieta’ e il diritto all’eredita’, affidando a lei i figli in caso di divorzio – divorzio che in ogni caso, sia l’uomo a chiederlo, sia la donna a chiederlo, tutela la donna, poiché a lei dà per legge coranica tutte le sue proprietà, tutti i doni che ha ricevuto, e un quarto delle proprietà del marito. Per l’Islam la donna ha il diritto di scegliere l’aborto, se lo vuole; ed e’ solo la donna che ne può decidere, non l’uomo”.

È forse vero che la dichiarazione per i diritti delle donne, presunto “cavallo di troia” per un’invasione intellettuale e culturale dei paesi musulmani, preoccupa la Fratellanza in quanto rischia di far sgretolare quei meccanismi di controllo sociale che, in seguito alla Primavera Araba, sono entrati pesantemente in crisi all’interno di un paese che è ben lontano da quella “coesione sociale” auspicata dai Fratelli e dove gli episodi di violenza sulle donne sono drasticamente aumentati negli ultimi mesi.

Comments

  1. Molte delle critiche dei Fratelli Mussulmani sono appoggiate anche della Chiesa Cattolica. Aborto, contraccettivi, parità dei diritti.

  2. Molte delle critiche dei Fratelli Mussulmani, sono appoggiate anche dai comunisti e dai fascisti. Libertà, eguaglianza, pari oppurtinità….. Michele, ma che cazzo scrivi.