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Diritto di critica | October 30, 2020

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Maroni e l'Expo: "Forti preoccupazioni sui tempi"

expo 2015

di Francesco Rossi

L’Expo 2015 agita il sonno di Roberto Maroni. Il Presidente della Lombardia, durante la presentazione del suo programma di governo, ha espresso “forti preoccupazioni per il rispetto dei tempi nella realizzazione di tutte le opere”. D’altronde, come dargli torto: mancano solo due anni e Milano è tutt’altro che pronta ad accogliere il mega evento a cui guarderà tutto il mondo.

Rischio flop. L’ipotesi di una cancellazione dell’Expo 2015 è fantascienza (costerebbe a Milano una penale da 119 milioni), ma il rischio flop è reale. I cantieri principali sono tutti aperti e viaggiano con un ritardo medio di tre anni. Per molti la conclusione è prevista tra dicembre 2014 ed aprile 2015; considerando che l’esposizione si aprirà il 1° maggio del 2015, basta un niente per far saltare il banco.

Poi c’è la desolante contabilità dei progetti posticipati a dopo il 2015 o completamente abbandonati. Non verranno completate in tempo, ad esempio, le due nuove linee della metropolitana: della linea 5 non si faranno le ultime cinque stazioni, la linea 4 avrà soltanto due fermate. Stessa sorte per il rifacimento delle strade: i 28 milioni già investiti non sembrano sufficienti a scongiurare il rischio slittamento dei cantieri, dal centro alla periferia.

Niente da fare anche sul fronte ferroviario, dove è stato cancellato il potenziamento della tratta Rho-Gallarate, che doveva servire proprio il centro espositivo. Chi vorrà raggiungere i padiglioni dovrà andarci in macchina, e poi sudare freddo per trovare posto, visto che anche la realizzazione di nuovi parcheggi è ferma al palo (ma in questo caso almeno sono state individuate le aree).

Ci sono poi tre opere che i lombardi aspettano da tempo: l’autostrada Pedemontana, quella Brescia-Bergamo-Milano (BreBeMi) e la Tangenziale Esterna di Milano (TEM). L’Expo doveva essere solo un “pretesto” per chiudere questi progetti, che si trascinano da tempo tra mancanza di fondi e problemi burocratici. Ma, per ora non è andata così.

Nodo Formigoni. Il dossier “Expo 2015”, per Maroni, è scottante anche da un punto di vista prettamente politico. C’è da sciogliere, infatti, il “nodo Formigoni”. L’ex governatore è tutt’ora Commissario Generale dell’Expo; ma buon senso e prassi vogliono che la carica spetti al Presidente della Regione. Tecnicamente la nomina dei commissari (che ad oggi sono Formigoni e Pisapia) spetta al Governo, ma Maroni avrà voce in capitolo. Per ora lo stallo politico sta facendo slittare tutto, ma la questione è destinata ad esplodere. In molti giurano che Maroni abbia una gran voglia di defenestrare Formigoni, per marcare le distanze dalla gestione passata (finita sommersa dagli scandali). Ma troverà la forza per pugnalare un potente (ex?) alleato di Governo?

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