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Diritto di critica | October 16, 2019

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Primarie Roma, vince Marino, l'anti-Grillo

Primarie Roma: vince Marino, l’anti-Grillo

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Ignazio Marino correrà per il Campidoglio con la maglia Pd. Il medico-chirurgo ha sbaragliato i candidati Sassoli e Gentiloni, voluti proprio dai vertici del partito. Ed ora si apre la corsa vera: la sfida è tutta tra Marino e De Vito (M5S), Alemanno sembra defilato: il solito richiamo alla legalità e alla sicurezza basteranno a rianimarne la gara elettorale?

Niente renziani a Roma. Marino vince contro il gotha del Partito. Renzi aveva sponsorizzato Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni: il candidato che ha speso più di tutti per la campagna elettorale interna (43mila euro) non ha raccolto nemmeno un terzo dei voti complessivi. Il secondo cavallo di battaglia, sostenuto da altri renziani doc, era Patrizia Prestipino: per lei poche spese ma anche pochi voti. I dalemiani e i veltroniani avevano invece sperato in David Sassoli, eletto eurodeputato proprio quando Veltroni contava: neanche l’endorsement di Franceschini l’ha però portato alla vittoria. A urne chiuse, comunque, tutti saltano sul carro del vincitore.

Marino, o l’anti-Grillo. Ignazio Marino ha puntato su temi cari anche ai grillini: la trasparenza dei conti, il merito e la democrazia diretta. Per i conti, la campagna elettorale è stata documentata e pubblicata sul web una settimana prima del voto: 36mila euro spesi. E per il Campidoglio, promette “uno sportello diretto per ogni cittadino che vuol chiedere conto delle spese comunali, tutti i documenti pubblicati online”. Ma è la democrazia diretta la vera novità. “Non potrò cambiare questa città da solo, ho bisogno di tutti. Per questo sulle decisioni strategiche chiamerò i cittadini a decidere con me con il referendum d’indirizzo”. Una promessa da mantenere, se vincerà: ma per ora è una bella sfida al Movimento 5 Stelle, che a Roma candida Marcello De Vito. Il cui programma dev’essere ancora elaborato in rete.

Alemanno dov’è? Il sindaco uscente sembrerebbe fuori gioco. La sua campagna elettorale è tutta concentrata sul tema della legalità: sgomberi di campi rom, statistiche di micro-criminalità in calo, sondaggi sulla sicurezza nelle strade. Nessuna risposta sugli ammanchi nel bilancio comunale, in pre-fallimento. Nessuna risposta sul caos della gestione emergenze (vedi neve a Roma, pellegrini per Papa, Aniene straripato etc). Nessuna risposta per il tema rifiuti o per le infrastrutture. Per non parlare di rispetto delle norme, specie edilizie. Lo stesso Alemanno, nel tentare di rendersi popolare con la manifestazione a sostegno dei Marò di giovedì scorso, ha violato le regole: il suo palco sotto il Colosseo era abusivo. Dov’è la legalità? Gli stessi alleati di un tempo, La Destra di Storace, potrebbero darlo per “morto”.

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