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Diritto di critica | August 9, 2020

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Il MoVimento si taglia lo stipendio, ma i rimborsi rimangono gli stessi

Beppe GrilloMentre si preparano ad occupare l’Aula di Montecitorio, i grillini ancora non sanno bene quanto dello stipendio da parlamentare decideranno di tenersi in tasca. Sì, perché la promessa di ridurre il proprio stipendio netto a 2.500 euro non tiene conto dei vari rimborsi spese.

“L’importante è essere onesti”. Secondo le promesse del MoVimento durante la campagna elettorale, a quei 2.500 euro si sarebbero aggiunti i rimborsi per spese di viaggio e alloggio, ma solo se rendicontate. Ma, dall’agriturismo nei pressi di Roma, Grillo spiega ad alcuni parlamentari preoccupati: “L’importante è fare il proprio lavoro onestamente. Non ho mai detto nulla sugli stipendi, ma solo sui vitalizi”. Perché rendicontare anche le caramelle è difficile e soprattutto qualche soldo in più fa sempre comodo.

Tagliano lo stipendio, non le altre voci. Così, per il momento nel MoVimento il dibattito sulla diaria è aperto. Una decisione dovrà essere presa entro il 27 aprile quando verrà accreditato il primo stipendio. Sicuramente su un punto nel MoVimento sono tutti d’accordo: dai 5.500 euro di stipendio, loro ne metteranno in tasca solo 2.500 euro al mese. Ma su questo punto sorgono problematiche fiscali non indifferenti. Non si tratterebbe infatti di una riduzione effettiva dello stipendio, ma il deposito dei soldi eccedenti in un fondo comune che sarà presumibilmente destinato ad opere o azioni di utilità sociale come è avvenuto in Sicilia con il microcredito. Tuttavia, un’auto decurtazione dello stipendio non equivale per il fisco ad una riduzione dello stesso, con un danno per tutti quei parlamentari che hanno o avrebbero necessità di agevolazioni fiscali come nel caso di famiglie numerose. Quindi, anche su questo punto, sul quale c’è accordo unanime, potrebbero presto emergere seri problemi.

I rimborsi sono salvi. Il vero nodo, però, rimane la questione dei rimborsi. Si legge sul blog di Grillo: “I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo”. Quindi, se la diaria verrà pagata in maniera forfettaria, i soldi che entreranno nelle tasche dei parlamentari a 5 stelle saranno, al netto delle tasse, 6.500 euro al mese. A queste, leggendo il regolamento del MoVimento, si possono aggiungere, rendicontandole, spese fino a 3.700 euro per l’esercizio del mandato oppure 1.850 euro senza rendicontazione. Si aggiunge a questa cifra il rimborso forfettario per il viaggio fino a 4mila euro ogni tre mesi, oltre a poco più di 3mila euro per le spese telefoniche per un anno, senza rendicontazione, come è possibile vedere su sito della Camera. Una somma netta complessiva di 9.900 euro. Insomma, i deputati e senatori grillini guadagneranno non molto meno di quanto prendono i parlamentari degli altri partiti che oggi percepiscono complessivamente 12.400 euro netti. Al di là dei proclami sul dimezzamento.

Comments

  1. ma le fonti…visto che l’unica fonte e’ quella del sito di Beppe grillo..tutto il resto sono ILAZIONI!

    • PaoloRibichini

      Si scrive ILLAZIONI, casomai. Comunque le fonti ci sono. Basta cliccare sull’unico link riportato in pagina

  2. Ma scusate, ma come fanno tutti i parlamentari nel resto dell’Europa a prende la metà di quello che prendono quelli italiani e a camparci lo stesso ? Io il voto ve l’ho dato ma non siete diversi dagli altri. Qui non c’è niente da salvare, solo emigrare. Questo è un paese morto.