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Diritto di critica | October 15, 2019

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Lega, aria di scissione tra Bossi e Maroni

Lega dei veleni: Bossi verso la scissione?


LEGA

La Lega rischia di spaccarsi in due. Maroni guida il partito verso il nuovo obiettivo del “governo del Nord”, palliativo all’autonomia scissionista del 1993. Bossi invece, messo nell’angolo, prepara un nuovo partito. Se Pontida doveva ribadire l’unità della Lega, non c’è riuscita.

Chi vuol essere segretario. Maroni sembrerebbe un segretario forte, dall’esterno. Ha traghettato il partito oltre le rapide dello scandalo Belsito, ha vinto le Regionali in Lombardia e gettato le basi per il “governo del Nord”: la Macroregione, unità politica a guida verde da Torino a Venezia. Anche il rifiuto delle dimissioni di Maroni da segretario del Partito, da lui presentate all’indomani dell’elezione a Governatore, sembrava un riconoscimento di consenso: rifiuto unanime, si è detto. E invece così non è stato: la posizione del segretario è precaria.

Bossi rema contro. Al momento di votare sulle dimissioni di Maroni, il Senatur ha abbandonato la riunione del direttivo: altri bossiani, come Giancarlo Giorgetti (uno dei dieci saggi chiamati da Napolitano, tanto per capirci), avrebbero addirittura votato a favore della dipartita del segretario dimissionario. Il governatore veneto Luca Zaia si sarebbe astenuto. Ma maggioranza vince e le divergenze si nascondono sotto il tappeto. Ecco perché a Pontida è poi esplosa la contestazione contro Maroni: pochi militanti, certo, ma il gesto pesa,visto che il “sacro prato” non vedeva camicie verdi dal 2011.

Le colpe di Maroni. Maroni sarebbe responsabile di tre grosse colpe: epurazione del partito, alleanza con Berlusconi, ammicco al Pd. I “colpi di ramazza” annunciati l’anno scorso, in piena tempesta Belsito, hanno portato Maroni a liquidare parte del direttivo nazionale, per sostituirlo con alcuni esponenti dei Giovani Padani. I bossiani contestano a Bobo di voler fare “piazza pulita” della vecchia guardia. Poi l’apparentamento con il PdL (contestato a Pontida dai militanti, che hanno rappresentato Maroni come un Pinocchio che promette una cosa e ne dice un’altra). E infine l’ammicco, poi non arrivato in porto, verso il Pd, per un appoggio esterno ad un fantomatico governo Bersani.

Scissor Brothers? Bossi, secondo uomini a lui vicini, starebbe preparando un nuovo partito. In sordina, un passo dopo l’altro. Il nome di Giuseppe Leoni sembrava buono per guidare la nuova formazione, ma poi Umberto ha ricordato di “aver famiglia”, e probabilmente finirà per dare il titolo di segretario a Renzo. C’è da chiedersi, però, quanta parte dello zoccolo duro è pronta a seguire il Trota nell’ennesimo guizzo di furbizia.

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