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Diritto di critica | July 14, 2020

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Trattativa agricola tra il Nord e Bruxelles: e Roma?

meccanizzazione agricoltura1“Non ci serve un Ministero dell’Agricoltura”. E’ molto chiaro Gianni Fava, non più assessore ma “ministro” alle Politiche Agricole per il governo del Nord. Maroni gli ha conferito l’incarico di andare a Bruxelles a trattare per le quote latte e le politiche di sostegno al primo settore. La Macroregione Nord accelera, nel vuoto di potere lasciato da Roma.

Fava “ministro” del Nord. Per essere uno che ha lanciato il proprio programma politico da una stalla, Gianni Fava ha le idee chiare. “Altro che agricoltura verde, è solo una moda. Molto meglio quella intensiva, tipica della Pianura Padana, e meglio ancora se a gestirla non sarà più un inutile ministero romano ma l’unione delle Regioni del Nord, Emilia Romagna compresa, anche se rossa”. Si potrebbe riassumere così la sua idea di rilancio dei campi: basta olii, agrumi e specialità meridionali, si deve ripartire dalle vallate a grano, mais, barbabietola. Viene subito in mente l’uso dei fertilizzanti chimici, i diserbanti e i pesticidi: insomma, tutta quella parte di agricoltura che spreme dalla terra l’impossibile, senza rinnovamento. Ma per Fava “siamo i migliori in Europa su questo metodo di coltura, e non è affatto scontato che altri possano farla come noi. Quindi avanti con le ‘buone pratiche’ padane”. 

Da Milano a Bruxelles. La Lega, in campo europeo, non era mai andata granché forte con Bossi. Ora Maroni sembra aver colto al volo la situazione e ha spinto sull’acceleratore della Macroregione. Nel Titolo V della Costituzione, infatti, si prevede la possibilità per le Regioni di instaurare accordi programmatici con gli enti comunitari. Proprio su questo sta facendo leva il neogovernatore della Lombardia, che in barba ai dissidenti bossiani punta a costruire un vero governo del Nord: primo decreto, ovviamente, la difesa degli interessi agricoli lombardi. E’ la battaglia delle quote latte, in salsa moderna, su cui la Lega della prima ora nacque.

E il resto del Paese? Le altre regioni si attaccano, perché, come dice Maroni, viene prima il Nord. Lo ha capito Vendola, che non ha nessuna intenzione di stare a guardare. A Verona fa infatti visita a Luca Zaia, governatore del Veneto e dissidente d’oro di Maroni: e insieme discorrono di una Macroregione del Sud, capitanata da Vendola, con cui il Nord potrebbe allearsi. Insomma, Roma è divenuta un buco nero di potere: un vuoto da colmare. Se non sul fronte del Patto di stabilità, almeno sui rapporti con l’Unione Europea, le politiche agricole e il commercio estero. Se i soldi non sono in casa, vanno trovati altrove.

Comments

  1. ErPanfi

    C’è mica un link a una fonte? Mi piacerebbe scrivere al buon Fava, ma ho bisogno di avere la trascrizione di tutta l’intervista per comporre una mail sensata…