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Diritto di critica | September 22, 2019

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Boston, ora l'America teme se stessa - Diritto di critica

Boston, ora l’America teme se stessa


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L’America è di nuovo sotto attacco. Dalla Casa Bianca all’Fbi, tutti parlano di terrorismo per definire le due esplosioni alla Maratona di Boston; ma nessuno sa ancora la matrice o l’autore delle bombe. Una cosa è certa: il rischio di terrorismo interno – americani che uccidono altri americani – è concreto e reale. 

Caccia all’uomo. Oltre 144 feriti e 3 vittime confermate sono il bilancio di un quarto d’ora di sangue al traguardo della Maratona di Boston, la più antica e iconica d’America. In ospedale c’è anche un ragazzo straniero che inizialmente era stata indicata come “persona di interesse” su alcuni giornali online: è ricoperto di bruciature a causa dell’esplosione della seconda bomba, ma gli inquirenti smentiscono che sia in stato di fermo. La sua casa, a otto chilometri dal centro di Boston nel quartiere periferico di Revere, è stata subito perquisita da Fbi, Homeland Security e Immigrazione. L’unico anello di una catena che non si sa dove porti  è in un letto d’ospedale, con ustioni di secondo grado su gran parte del corpo.

Chi è stato? Si sa solo che si tratta di una tecnica terroristica inventata forse dai libanesi o dai palestinesi negli anni 80 (il “sandwich”, ovvero due esplosioni ravvicinate per intrappolare o tagliare in due un corteo). Obama, nel suo discorso alla Nazione, ha ammesso di non sapere ancora chi ha messo gli ordigni e perché. “Non commettete l’errore (di sottovalutarci, ndr): troveremo i responsabili, siano essi individui o gruppi, e faremo loro provare la piena forza della giustizia“. La Casa Bianca, in forma anonima, ha aggiunto che si tratta evidentemente di matrice terroristica, visto che “l’attacco era pianificato e complesso“. Ma lo stesso Obama ha lasciato aperta l’opzione della provenienza: “minaccia interna o esterna”.

Talebani, Al Qaida. I talebani pachistani del Ttp hanno subito smentito il loro coinvolgimento: non c’entriamo, aspettiamo di vedere rivendicazione (come dire, non abbiamo idea di cosa sia successo, non attaccate noi). Secondo il Site, il principale organo di monitoraggio di Al Qaida sul web, potrebbe esserci la mano del braccio yemenita-saudita dell’organizzazione fondata da Osama Bin Laden: sul loro sito, l’invito è di “attaccare gli eventi sportivi” dell’Occidente. L’intervento in Mali avrebbe innescato la reazione di Aqim (Al Qaida nel Magreb Islamico), e tra gli obiettivi rientrerebbe anche la Francia – che ha subito alzato i livelli di guardia nei punti caldi. Ma è la pista interna la più minacciosa.

Come Oklahoma City? Negli Stati Uniti sono in molti a far notare che l’attacco è avvenuto in occasione della Giornata del Patriota, in ricordo della battaglia di Lexington-Concord contro gli inglesi (piccola coincidenza: l’eroe di quella battaglia fu il portaordini Paul Revere, e Revere è il nome del quartiere dove la polizia ha perquisito la casa “indagata”). Non solo: gli attentanti di Wako (19 aprile 1993), OKlahoma City (19 aprile 1995) e Columbine (20 aprile 1999) sono avvenuti tutti nella settimana del Patriot Day.