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Diritto di critica | July 20, 2019

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Bruxelles chiede risposte, dal deficit ai rifiuti

Dal deficit ai rifiuti, l’Europa aspetta risposte

EUROPARLAMENTO

Siamo indietro e l’Europa aspetta risposte. Sul fronte economico, serve un piano di riforme ufficiale e il programma di Stabilità, da qui al 2016: ma anche l’immediata risposta alla procedura di deficit eccessivo, ancora da chiudere. E poi Mps, la Tobin Tax, i rifiuti della Campania e del Lazio a rischio multe. Il governo Letta ha tempi strettissimi per rispondere a Bruxelles e rassicurare i mercati. Intanto Moody’s rema contro: l’Italia “potrebbe ancora dover chiedere aiuti alla Bce”.

Il Governo Letta comincia in salita, non solo per l’attentato di ieri mattina a Palazzo Chigi (due carabinieri feriti, uno in modo grave, dai colpi sparati da un uomo che “voleva colpire i politici”). L’Europa torna a batter cassa a Roma e chiede risposte politiche alla crisi. I tempi sono strettissimi, com’è ovvio dopo oltre due mesi persi in giochi politici di bassa caratura. Per prima cosa, Letta dovrà presentare entro domani 30 aprile (data ufficiale, rinviabile di pochi giorni) il piano di riforme e il programma di Stabilità 2013-2016. Entrambi sono già stati elaborati dal governo Monti e presentati alla Commissione Europea: devono però essere firmati dal nuovo esecutivo, dal momento che Monti non ne è più “responsabile”. Questo significa che, a meno di clamorosi colpi di scena, per i prossimi tre anni l’economia italiana seguirà la linea di Mario Monti.

Buoni o cattivi. Bruxelles pubblicherà il 3 maggio le previsioni economiche – un “giudizio” all’Italia che nessuno si aspetta troppo lusinghiero. Ma soprattutto il 29 maggio la Commissione Europea arriverà il “verdetto” sulla chiusura della procedura di deficit eccessivo nei nostri confronti. Nei giorni scorsi sia Monti che il commissario Olli Rehn si sono mostrati ottimisti, le misure di tagli e austerity finora applicate dovrebbero bastare a convincere Bruxelles che possiamo essere rimessi nella lista dei buoni. Ma c’è chi non la pensa così. Moody’s fa sapere che “verificherà la capacità del governo italiano di perseguire le riforme, perché la situazione rimane difficile e non è ancora possibile escludere la possibilità che l’Italia chieda aiuti alla Bce in futuro”.

Rifiuti e Junk Bond. Altri due grane restano aperte. La bomba rifiuti in Campania non è ancora stata disinnescata: la Commissione Europea è pronta a portare davanti alla Corte Ue l’Italia, facendoci pagare multe salate per non aver rispettato nemmeno la precedente condanna in materia. E il Lazio a giugno finirà nella stessa condizione, con la chiusura di Malagrotta: a proseguire una catena di fallimenti strategici della politica ambientale degli ultimi vent’anni. Mps e debiti della Pubblica Amministrazione restano poi ancora senza risposta: nel caso del Monte dei Paschi, l’Europa chiede garanzie e termini strettissimi sulla possibile nazionalizzazione, contraria alle stesse regole di Maastricht. La direttiva per garantire tempi certi nel pagamento dei debiti delle Amministrazioni Pubbliche, invece, non è ancora stata recepita in Italia, mentre Bruxelles accelera. Perché ci riduciamo sempre al fanalino di coda?