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Diritto di critica | July 12, 2020

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Letta promette, ma alla fine contano i fatti

Ma alla fine contano i fatti

Enrico LettaNon è mai un problema di inciuci. Quello che conta è poi il risultato. Per questo oggi non è facile giudicare le parole di Enrico Letta che si è presentato alla Camera dei Deputati per il voto di fiducia con un discorso politico, forte e pieno di spirito riformatore. Ma poi alle parole devono seguire i fatti. E questi – lo sappiamo – mancano all’Italia da troppo tempo.

C’è tanto da fare. Questo è il governo del disincanto e della rassegnazione, nella pallida speranza che, almeno questa volta, sia – almeno in parte – diverso. Eppure rimane difficile immaginare che questo governo riesca seriamente a cambiare questo Paese. Perché non sarà sufficiente avere tra un anno il segno “più” davanti alla crescita del Pil. E non sarà, tantomeno, sufficiente riuscire a bloccare l’Imu e a ridurre la pressione fiscale. L’Italia, purtroppo, ha bisogno di ben altro. E questo Enrico Letta ne è consapevole, stando a quanto lui stesso afferma.

La pax berlusconiana. Il problema, poi, è quello di portare a casa il risultato. E, siccome per rilanciare questo Paese c’è bisogno di toccare gli interessi dei poteri forti, vale – qui più che in qualsiasi altra parte del mondo – quel detto che pone il “mare”, “tra il dire e il fare”. Sia perché toccare certi aspetti del welfare fa subito alzare le antenne paraboliche dei sindacati, sia perché il governo è sorretto da Silvio Berlusconi, l’uomo che più di tutti ha garantito governabilità attraverso una pax italica fondata sulla conservazione corporativistica dello status quo.

Il Cavaliere, il primo freno. Il fatto che il Cavaliere tenga tra le sue mani le sorti di questo governo e che ciò gli garantisca una sorta di immunità istituzionale dai processi in corso, è un aspetto politicamente marginale. Il vero problema – che fa dubitare sulle reali capacità di questo esecutivo di portare a casa un risultato per lo meno sufficiente – è il pubblico al quale Berlusconi si rivolge: dai notai ai farmacisti, passando per i pensionati. Tutti coloro che avrebbero un danno dalle riforme che Enrico Letta sa bene debbano esser fatte il prima possibile.