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Diritto di critica | November 25, 2020

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Biblioteche italiane verso l'addio al catalogo unico online

Biblioteche italiane verso l’addio al catalogo unico online, “Non ci sono i soldi”

LibriTroppi tagli e poco personale. Nell’era di Internet il Catalogo Unico delle Biblioteche italiane (Opac-Sbn), attraverso il quale è possibile accedere via web a milioni di titoli conservati negli archivi nazionali, rischia di chiudere a causa della mancanza di finanziamenti e per la carenza di personale.

Un servizio fondamentale per chi studia. Chiunque abbia avuto a che fare con una tesi di laurea o una semplice ricerca bibliografica conosce bene il servizio. Da quando è nato, l’Opac-Sbn ha messo online i cataloghi di quasi 5 mila biblioteche italiane con il loro immenso patrimonio fatto di libri, documenti e manoscritti, compresi spartiti e libretti musicali. Grazie a questo gli utenti possono individuare via web in quale biblioteca e in quale città è conservato il testo desiderato e in alcuni casi anche prenotarne la consultazione. Un servizio che ha enormemente facilitato le ricerche di studiosi, accademici e lettori comuni e che oggi può vantare due milioni di accessi all’anno, 50 milioni di ricerche e più di 35 milioni di pagine visitate. Numeri importanti che però non sembrano sufficienti a evitarne la chiusura per mancanza di fondi. I tagli indiscriminati hanno causato, infatti, un forte ridimensionamento del personale dell’Iccu, l’Istituto centrale per il Catalogo Unico che gestisce il servizio. Con la conseguente dispersione di quelle competenze tecnico-scientifiche necessarie alla conservazione e alla gestione, anche digitale, del patrimonio librario nazionale.

All’estero usano il web… E pensare che l’Opac-Sbn è sempre stato considerato come un sistema all’avanguardia, particolarmente apprezzato anche all’estero. Dove, al contrario di quanto avviene in Italia, molte biblioteche si stanno orientando sempre più verso la Rete, mettendo a disposizione degli utenti dei veri e propri archivi digitali con migliaia di libri – liberi dal diritto d’autore – consultabili via web. È il caso della Digital Public Library of America, attraverso la quale è possibile consultare testi e documenti digitali conservati nelle biblioteche e nelle università statunitensi che aderiscono al progetto.

…in Italia no. Invece in Italia, dove tutto il sistema bibliotecario è in crisi a causa dei continui tagli al settore, si va verso la direzione opposta: un dato che rivela ancora una volta la difficoltà del Belpaese nel valorizzare e promuovere il suo patrimonio, anche attraverso uno strumento diventato ormai indispensabile come la Rete.

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Comments

  1. FACCIAMO QUALCOSA!!