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Diritto di critica | October 21, 2020

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Piano City 2013, la Milano che punta sulla musica classica - Diritto di critica

252402_644303005584213_229726275_nMilano apre le porte alla musica classica, e questa volta non si tratta soltanto di un modo di dire: a risuonare nelle strade, nei cortili e nelle piazze del capoluogo lombardo nel week-end sono state le note di Piano City, manifestazione culturale che per il secondo anno consecutivo ha registrato record di presenze e partecipazione non soltanto tra i professionisti del settore – pianisti e musicisti rodati – ma anche tra i cittadini, che hanno preso parte in massa agli oltre 250 concerti organizzati nella città tra venerdì e domenica.

Piano City è giunto nel 2013 alla sua seconda edizione italiana, anche se manifestazioni del genere – basate sull’idea dell’house concert, cioè l’apertura da parte del pianista della sua abitazione privata per un concerto aperto al pubblico (e gratuito) – sono nate alcuni anni fa in Germania e solo da poco si sono fatte strada anche nel Belpaese. E se nel 2012 a Milano aveva fatto parlare di sé soprattutto la novità dell’iniziativa, quest’anno è stata in particolar modo il programma ricco e variegato a radunare attorno a sé l’interesse e la curiosità di pianisti e musicisti di professione, ma anche di dilettanti e di “profani” della musica classica. Animatore oltre che ideatore della rassegna è il pianista Ludovico Einaudi, che ne ha curata anche la prima edizione. La manifestazione è stata pensata come un «evento diffuso», cioè non limitato ai luoghi classici e tradizionali del pianoforte come teatri o auditorium,  ma che spaziasse al contrario attraverso i luoghi simbolici della città: case e  cortili privati, dunque, ma – e qui sta la novità 2013 – anche musei, edifici storici, biblioteche, parchi, e persino mezzanini delle stazioni.

Accanto agli house concert – una fitta rete urbana a cui il pubblico ha potuto accedere gratuitamente ma previa prenotazione on-line  e che ha visto la partecipazione anche di professionisti quali Luca Schieppati, Maria Semerari o Davide Cabassi –  Piano City 2013 si è caratterizzato per i City Concert in luoghi caratteristici della città, il Piano City Underground (grazie alla partecipazione di Atm, che ha trasformato in palcoscenico per i concerti i mezzanini delle stazioni di Porta Venezia M1, Garibaldi M2 e Bicocca M5) e il Piano Tram. Un tram storico, quest’ultimo, che da Piazza castello e Piazza Fontana ha trasportato per la città musicisti classici, contemporanei, jazz, blues e swing. Non sono mancati inoltre gli appuntamenti per i più piccoli, Piano Educational e Kid Concerts.525330_10151571629077086_894748458_n

«Suonare in un contesto come Piano City è un’esperienza unica – racconta a Diritto di Critica Silvia Cattaneo, giovane pianista professionista di 28 anni formatasi al Conservatorio “G. Verdi” di Milano che ha partecipato all’iniziativa per il secondo anno –. Da musicista professionista trovo che la rassegna possa dare un ottimo impulso all’incremento del pubblico “giovane” nelle sale da concerto. E’ evidente che, mancando una valida istruzione musicale di base, i ragazzi non si sentano motivati ad avvicinarsi al mondo della musica classica, che viene vista come un’arte “antica”, troppo lontana dal coinvolgimento e dalla facile comprensione». L’utilizzo da parte di Piano City di ambientazione note e informali e la presenza di pianisti di ogni età è al contrario un incentivo alla scoperta e alla partecipazione: «Le diverse formule dei concerti proposti – continua Cattaneo – sono accattivanti e il giovane che si trova ad assistere ad una buona esibizione di Beethoven, magari da parte di un suo coetaneo, non potrà che rimanerne affascinato o quanto meno incuriosito. Ecco, stimolare la curiosità dei “profani della musica classica”, questa secondo me è la chiave».

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