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Diritto di critica | November 25, 2020

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Bambini senza futuro, l'allarme di Save the children per l'Italia

L'Italia non è un paese per bambiniIn Italia le nuove generazioni hanno molte meno possibilità di costruirsi un futuro dignitoso rispetto ai loro coetanei europei. Si tratta di bambini, adolescenti e giovani per i quali la crisi economica si traduce sempre più spesso in un vero e proprio “furto” di prospettive e opportunità. A lanciare l’allarme è l’organizzazione Save the Children, che ha recentemente presentato il dossier “L’isola che non sarà” diffuso insieme all’indagine “Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani”.

Non è un paese per bambini. Secondo lo studio, sono sempre più numerose le famiglie italiane costrette a tagliare le spese per vestiti, sport, libri e mense scolastiche a causa della crisi economica. Quasi il 29% dei bambini sotto i sei anni (circa 950 mila) vive ormai sulla soglia della povertà e il 23,7% vive in uno stato di deprivazione materiale. A pesare sui bilanci delle famiglie in difficoltà sono soprattutto i continui tagli ai fondi per i minori, contrariamente a quanto avviene in altri paesi europei, come la Germania e l’Austria, dove esistono diverse forme di agevolazione per le famiglie con figli. L’Italia, invece, è al diciottesimo posto in Europa per la spesa per l’infanzia, che rappresenta appena l’1% del Pil.

Poca istruzione e tanta disoccupazione. Ma il furto che si sta consumando ai danni delle nuove generazioni riguarda anche l’istruzione e il lavoro. Per una famiglia su tre è sempre più difficile far fronte alle spese scolastiche e universitarie. Così molti giovani abbandonano gli studi e si dedicano alla ricerca, affannosa, di un lavoro in modo da contribuire al sostentamento della famiglia. I giovani con un basso livello d’istruzione sono ormai il 28,7% tra i 25 e i 34 anni (pari al 18,2% di under 25) e il nostro Paese si ritrova all’ultimo posto in Europa per tasso di laureati, appena il 20% dei giovani fra 30 e 34 anni. Le difficoltà continuano poi nel momento in cui i giovani italiani si affacciano al mondo del lavoro: tra gli under 25 i disoccupati sono ormai il 38,4% (il quarto peggior risultato a livello europeo), mentre i neet (i giovani che non lavorano e non sono in formazione) sono più di 3 milioni. Insomma peggio di noi solo Bulgaria e Grecia.

I giovani impoveriti. “Il generale impoverimento delle giovani generazioni va in parallelo con una colpevole e annosa disattenzione nei loro confronti, che si sta traducendo in una gravissima privazione di prospettive, in una parola, di futuro – afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia -. Cancellare il futuro di bambini e giovani significa compromettere il futuro dell’intero Paese”.

Un aiuto a chi è in difficoltà. Per restituire il futuro a questi giovani – sottolinea ancora l’organizzazione – è necessario avviare un piano specifico di contrasto alla povertà minorile e tornare ad investire il prima possibile nell’istruzione pubblica, garantendo anche ai meno abbienti la possibilità di usufruire dei servizi scolastici di base come mense e servizi di trasporto.