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Diritto di critica | October 16, 2019

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Mafia, Compagna ritira ddl Salva-Dell'Utri

Mafia, la destra ricasca nelle leggi ad personam

dell'utri

Ridurre da 12 a 5 anni la pena massima per chi sostiene o appoggia la mafia senza esserne membro. Via le intercettazioni, previste per reati oltre i 5 anni. Con due colpi di penna il senatore Luigi Compagna ha tentato di dimezzare uno degli strumenti più utili contro le associazioni mafiose: perché? E’ bene che Schifani l’abbia convinto a ritirare il disegno di legge, ma a destra il vizio delle leggi ad personam sembra non passare facilmente.

Ragion politica. Il senatore Compagna ha ritirato il ddl che prevedeva la riduzione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa a semplice “favoreggiamento”, limitando le pene ad un periodo massimo di 5 anni. L’effetto collaterale era di vietare, per questi reati, l’uso delle intercettazioni telefoniche, in quanto permesse solo per reati con pena superiore ai 5 anni. Renato Schifani ha invitato prontamente il senatore Compagna a ritirare il ddl perché “fuori programma del Pdl”, per evitare clamori inutili: e Compagna ha accolto il “suggerimento” accampando motivi di convenienza politica: “non voglio far saltare l’alleanza Pd-Pdl”.

Lodo Dell’Utri. Secondo il procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi, “non si vede l’utilità pubblica di questa riduzione di pena. E’ una misura scandalosa. Se facciamo due conti, è ovvio che con un simile disegno di legge il processo a Dell’Utri cadrebbe in prescrizione“. Il cofondatore di Forza Italia, infatti, è in attesa della sentenza di Cassazione sulla sua condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa (sentenza del 25 marzo). Se la Cassazione non si pronuncerà entro il 2014, cadrà tutto in prescrizione. Senza contare i casi Cosentino e Cuffaro, ancora sotto processo.

Il primo fan di Corrado l’Ammazzasentenze. Il senatore Compagna ha già prestato il suo soccorso ai “perseguitati”. Nel 2008 presentò il cosiddetto Lodo Carnevale, una legge ad personam che consentiva al giudice Corrado Carnevale di diventare presidente della prima sezione della Cassazione, ignorando i limiti d’età e l’interdizione dai pubblici uffici. Carnevale era meglio noto negli anni ’90 come l’ammazzasentenze: da giudice della Cassazione, annullò centinaia di procedimenti e di sentenze contro mafiosi, remando contro magistrati come Falcone e Borsellino, che lui riteneva essere “incapaci, mezzi sceriffi, senza un briciolo di professionalità”.

Immunità per tutti. Compagna ha anche presentato nel 2009 un disegno di legge per invertire il procedimento dell’immunità parlamentare: la Commissione speciale di ogni Camera avrebbe avuto il potere di sospendere ogni procedimento penale contro l’idagato, invece di votare (in aula comune) sulla richiesta del magistrato inquirente per procedere nei confronti di un parlamentare (perquisizioni, arresti, etc). Evidentemente, il garantismo di manica larga è il punto fermo nell’attività politica di Luigi Compagna.