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Diritto di critica | October 14, 2019

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Ben 15 milioni di poveri e giovani senza speranza. Il triste quadro dell'Istat

Ben 15 milioni di poveri e giovani senza speranza. Il triste quadro dell’Istat

Non è un paese per giovaniLa crisi non molla. Anzi, la situazione giovanile è sempre più preoccupante. Non c’è lavoro e non c’è neppure più voglia di cercarlo. Secondo il Rapporto Annuale 2013 dell’Istat, tra i giovani under 30, uno su quattro né studia né lavora, rinunciando di fatto alla ricerca di un impiego. Una generazione che definirla “perduta” non è più un iperbole retorica, ma la triste, tristissima realtà.

Un paese con 15 milioni di poveri. La condizione giovanile in Italia è lo specchio amplificato della condizione generale del Paese. Secondo l’Istat, sono 15 milioni gli italiani che vivono un disagio economico. Si tratta del 25% della popolazione. La povertà si concentra soprattutto al sud dove il 40% delle famiglie vive sotto o al limite della soglia di povertà. Sono invece 8 milioni gli italiani che vivono in condizioni di grave indigenza, con un reddito pro-capite di meno di 600 euro al mese. Un numero più che raddoppiato negli ultimi due anni.

Sui giovani il peso più grande. Ma a pagare maggiormente il costo di questa crisi e di un mercato del lavoro duale – con chi è iper-tutelato e chi non ha alcuna tutela – sono i giovani. Sono oltre due milioni gli under 30 “neet”, cioè gli sfiduciati, in costante aumento. A soffrire maggiormente l’assenza di lavoro sono principalmente i giovani con titolo di studio basso, diversamente da quanto spesso viene ripetuto sui mass media. Ma la situazione non è certamente felice per diplomati e laureati. Nei tre anni successivi il conseguimento del diploma, solo il 57,6% trova un impiego (considerando la fascia d’età 20-34 anni), mentre in Europa questa percentuale è decisamente più alta: il 77%.

Aumenta la disoccupazione di lunga durata. Sono 6 milioni le persone che potrebbero entrare nel mondo del lavoro. Il numero comprende non solo i disoccupati, ma anche gli scoraggiati, cioè coloro che hanno rinunciato a cercare qualsiasi forma d’impiego. Tra il 2008 e il 2012 il numero di disoccupati è aumento di un milioni di unità, mentre aumenta anche la disoccupazione di lunga durata – cioè il numero di coloro che non trovano lavoro per più di 12 mesi – di oltre 600 mila unità.