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Diritto di critica | August 1, 2014

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“Non assumiamo le donne, ci sono gli islamici”. Poi il dietrofront

“Non assumiamo le donne, ci sono gli islamici”. Poi il dietrofront
Emanuela De Marchi

jesolo lido 250x148 Non assumiamo le donne, ci sono gli islamici. Poi il dietrofront“Non assumiamo donne per non urtare la sensibilità degli islamici”. Questo l’annuncio shock – con relativa retromarcia causa proteste – che per alcuni giorni ha coinvolto le cosiddette beach hostess, il personale femminile che prenderà servizio sulle spiagge di Jesolo. Il rischio – secondo Federconsorzi – era quello di urtare la sensibilità dei bagnanti di religione islamica.

“No alle bagnine”. “Abbiamo notato che il musulmano non tollera di essere rimproverato da una donna. La considera un’offesa, si agita, risponde in malo modo, creando situazioni di tensione”. Queste le parole di Renato Cattai, presidente di Federconsorzi, associazione che raggruppa i gestori dell’arenile jesolano che, per evitare tensioni di questo tipo, ha deciso di vietare l’assunzione di donne malgrado lo scorso anno avessero adempiuto nel migliore dei modi ai loro compiti. Per questo motivo, per l’estate 2013 saranno assunti solamente uomini per lo svolgimento del servizio di beach steward. Gli episodi di aggressioni avvenuti sulle spiagge di Jesolo lo scorso anno, tra donne che fornivano assistenza e uomini islamici, hanno convinto il presidente a fare questa scelta che ha subito sollevato numerose polemiche.

Paese che vai tradizioni che trovi. Solitamente ci si deve sempre adeguare e rispettare la cultura e le abitudini del popolo che ospita. Eppure l’Italia ancora una volta rappresenta l’eccezione, decidendo di cambiare i propri usi per andare incontro a culture diverse dalle proprie, tanto da commettere una vera e propria discriminazione sessuale in ambito lavorativo in un periodo di grave crisi occupazionale che vede le donne tra le principali vittime.

La Lega Nord sul piede di guerra. La prima ad attaccare il presidente Cattai è stata la Lega Nord attraverso Lorenzo Fontana, capodelegazione al Parlamento europeo “Proprio in una fase in cui si è deciso di promuovere una maggiore presenza delle donne nei consigli comunali, attraverso la modifica del meccanismo delle elezioni amministrative scopriamo che quest’estate molte ragazze non potranno svolgere uno dei lavori stagionali più tradizionali per i ragazzi veneti. La Lega Nord ha sempre sostenuto che, per giungere ad un’integrazione ottimale, è necessario che le persone che arrivano da altre culture si adattino alla nostra, non viceversa: questo è il caso tipico che ci fa comprendere come questo messaggio sia lungi dall’essere recepito”.

Il ripensamento. La minaccia del Comune di non concedere alcun contributo economico all’iniziativa, ha però già fatto cambiare idea al presidente Cattai, che è tornato sui suoi passi affermando che dal 1° giugno 2013 anche le donne saranno assunte per svolgere il servizio di beach hostess.

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