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Diritto di critica | July 11, 2020

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Iva e Imu, nessun taglio: non c'è copertura

Letta-Saccomanni1Non ci sono i soldi per cancellare l’Imu e annullare l’incremento dell’Iva al 22%. E’ la risposta di Saccomanni e Zanonato, ministri dell’Economia e dello Sviluppo, alle interrogazioni parlamentari degli ultimi giorni. In sostanza, il governo Letta non riesce a trovare gli 8 miliardi (4 per l’Imu e altrettanti per l’imposta sul valore aggiunto) per ridurre la pressione fiscale sugli italiani. A fine mese c’è il vertice europeo, e Letta non andrà a brache calate per sostenere le promesse elettorali di Berlusconi.

Imu, non vai più via. L’imposta più odiata degli ultimi anni resterà sulle spalle degli italiani. Rinvii a parte, dovremo pagarla, perché – a sentire il governo – cancellarla creerebbe un buco terribile nei conti pubblici. “Non ci sono le condizioni”, spiega lo ieratico Saccomanni dai banchi del Governo, “le risorse a copertura di questi tagli non sono rinvenibili”. Forse più in là, aggiunge Saccomanni, sarà possibile intervenire, se le condizioni migliorano: ma non si vede come. Il Governo Letta sembra propenso a far passare il 2013 con la stessa politica economica dei Professori precedenti (di cui ha ereditato lo stile paludato, e non solo), per poi “stare a vedere” cosa migliora.

Iva e Imprese, pesano tasse e crediti. E’ un duro colpo per le aziende italiane, che speravano di veder bloccato l’aumento dell’Iva dal 21 al 22%. Una minaccia per i consumatori, quantificata dalla Cgia di Mestre in 103 euro in più a famiglia per il 2013 e un costo complessivo di quasi 6,5 miliardi (2,1 nel 2013 e 4,3 nel 2014). Secondo il direttore del centro studi, Sangalli, “l’aumento è da scongiurare a tutti i costi”. Eppure, per il governo è ormai inevitabile. Per le imprese, intanto, si prolunga la diatriba sui debiti dello Stato: oltre ai 40 miliardi già previsti dal Governo, Saccomanni ne conta altri 20 o 30, riducendo pesantemente i numeri circolati nei giorni scorsi nell’entourage di Confindustria (che parlavano di almeno 90 miliardi).

Se imprese e consumatori sono alle corde, lo è anche la politica. Il Pdl ha cavalcato il taglio dell’Imu e gli sgravi fiscali fin dalle elezioni politiche di febbraio, con Berlusconi che se ne è assunto direttamente la responsabilità e Brunetta che ripete tale mantra ogni giorno, minacciando la caduta del Governo. Alle parole di Zanonato (“tra 16 giorni l’Iva aumenterà, e non c’è nulla da fare”), Brunetta risponde che “non erano questi gli accordi, il Governo Letta sta solo creando una criminale confusione”. E minaccia il ritiro della fiducia.

Comments

  1. Luca Pagano

    giochi di potere…. questo governo non ha mai potuto sapere quello che doveva (deve?) fare perchè è figlio della matematica: operazioni (e formule inverse) post-elettorali legate alla tesi del “si salvi chi può”…. rimettere i “proclami” del Cavaliere e la linea dell’Europa (leggi Germania) nello stesso governo significa(va) perdere tempo…. Il Cavaliere aveva governato fino alla sua (auto)scomunica e dopo c’era stato dato il contro-governo Monti: solo in un sogno si potevano mettere insieme la capra, i cavoli e il lupo con la speranza che uno non si mangia quello, che non si mangia quell’altro… Boh, la razionalità porta alla conclusione che la vita è fatta di scelta (e nessuno, fino a prova contraria, può dire quale sia giusta e quale meno): o ci si fa una propria moneta e una propria economia più o meno forte e duratura (resta da vedere quanto “vale” oggi l’Italia rispetto al resto del mondo), oppure la nostra “democrazia” non ce la possiamo più “fare” in casa…. Continuo a leggere “non si fa, non si è fatto, si dovrebbe fare, ecc ecc ecc”: ma qualcuno con i piedi per terra che mostra (o dimostra) un “futuro” fatto di cose concrete e oggettive, con dati, numeri e bilanci “Veri” ancora non ho avuto il piacere di leggerlo!
    Io penso “semplicemente” che negli ultimi decenni abbiamo fatto tanti passi più lunghi delle nostre gambe e non riusciamo ad accettare che siamo faccia a terra e che, se pur ci rialzeremo, potremo “avanzare” con l’andatura degli anni ’60… non è gratificante, lo so, ma chi ha “realtà” più ottimistiche da (di)mostrare ha tempo e modo per farlo….